Giornata Missionaria Mondiale

A Vazia la testimonianza missionaria di Mariela Cuadrato

La laica consacrata, che ha prestato la propria opera missionaria in Perù, in Portorico e ora in una loro comunità a Roma, ha ricordato che ciascuno di noi, ogni uomo e ogni donna, è una missione

XXIX domenica del Tempo ordinario vissuta in modo straordinario dalla Parrocchia di Santa Maria delle Grazie, con la Santa Messa celebrata a Vazia all’aperto, davanti Santa Maria Assunta, nel meraviglioso scenario della natura, ornato dagli ulivi secolari, con tappeto erboso sotto i piedi e con gli uccelli che armonizzavano la liturgia eucaristica.

Una scelta per sottolineare la volontà auspicata di essere Chiesa sempre più estroversa e in uscita verso il mondo. Questa festa, che è coincisa con la 92esima Giornata Missionaria Mondiale, è stata vissuta e condivisa con Mariela Cuadrato, della Comunità Missionaria di Villaregia. La laica consacrata, che ha prestato la propria opera missionaria in Perù, in Portorico e ora in una loro comunità a Roma, ha ricordato che ciascuno di noi, ogni uomo e ogni donna, è una missione; non soltanto nel ruolo di papà e mamma, o in quella di realizzare la vita sul lavoro, con professionalità, o negli altri ambiti di vita umana, ma come cristiani.

Abbiamo una missione da comunicare e da portare avanti e il Signore, oggi, c’è l’ha mostrata nella parola del Vangelo. Abbiamo infatti sentito il Signore dire “…non sono venuto per essere servito ma sono venuto per servire e dare la propria vita…” Questo è il modo di salvare di Dio, questo è il modo di vivere la sua missione, dare la propria vita, offrire se stesso. Oggi veramente abbiamo bisogno di cambiare, forse il modo di vedere e di essere cristiani, di vivere la fede seguendo il suo esempio, il Signore ci invita a poter annunciare la fede offrendo noi stessi, quello che siamo, quello che Dio ha messo nel nostro cuore, condividere la nostra fede, testimoniare. Il mondo ha bisogno di persone che possano annunciare la fede. Nessuno di noi può dirsi povero, perché a ben pensare abbiamo tutto, abbiamo Dio, ma a volte ci adagiamo a vivere da poveri, perché non sappiamo donare questo Dio, che può dare senso alla vita degli altri, vivendo nella indifferenza e nella lontananza gli uni dagli altri. In un mondo dove oggi si perde il senso della vita, sappiamo che solo in Dio possiamo trovarne il senso profondo, in lui trovare la gioia vera, che non passa. Tante cose in questo mondo passano ma c’è una vita che viene da Dio che rimane. Abbiamo fatto questo gesto, siamo usciti dalla chiesa in adesione a quanto Papa Francesco ci ricorda spesso, che la chiesa, ciascuno di noi cioè, può testimoniare l’amore di Dio, può testimoniare veramente la generosità, il perdono, l’accoglienza. Siamo tutti chiamati a fare questo, il Papa in un suo discorso ha detto di non pensare mai di non avere niente da dare o di non avere bisogno di nessuno. Non siamo isole, abbiamo bisogno dell’altro, io ho bisogno di te, ma tu hai bisogno di me, quindi molta gente ha bisogno di noi; non siamo poveri, ma ricchi quando abbiamo Dio e la fede.

Mariela ha concluso la sua testimonianza dicendo “…io credo che sia questo l’invito che il Signore che ci fa in questa giornata speciale, di sapere che qualcuno ha bisogno di me e che qualcuno attende me, non attende il parroco, non altri catechisti, ciascuno di noi cristiani siamo invitati ad uscire ad andare a portare l’amore di Dio, attraverso la nostra vita, la nostra testimonianza, il nostro essere cristiani, chiediamo questo dono al Signore.” E’ così che l’annuncio di Dio e della sua salvezza continua a estendersi oggi, nel mondo, attraverso di noi e nessuno può dirsi escluso. Il parroco don Zdenek concludendo ha invitato i fedeli prendendo si cura dell’altro e del proprio ambiente.

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