Chiesa di Rieti

Giornata del Malato, il vescovo: «Mantenere ferma la speranza in questo momento difficile»

Per le celebrazioni della Giornata mondiale del malato, nella ricorrenza della prima apparizione di Maria a Lourdes, il vescovo Domenico ha presieduto la liturgia nella chiesa di Regina Pacis

È stato un undici febbraio particolare, quello di quest’anno. Per le celebrazioni della Giornata mondiale del malato, nella ricorrenza della prima apparizione di Maria a Lourdes, non c’è stato l’appuntamento mattutino in ospedale e il pomeriggio, il tradizionale momento a Regina Pacis, si è svolto in forma semplificata: mancavano le carrozzine con i disabili, non c’erano gli infermi e gli ospiti delle Rsa, e non ha potuto sfilare la suggestiva processione aux flambeaux che, in contemporanea al santuario francese, è solita riprodurre il clima dell’esplanade lourdiana.

Alla solenne liturgia in onore della Vergine di Lourdes c’erano, stavolta, prevalentemente i “curanti”. E ai rappresentanti del mondo sanitario, del volontariato, dell’associazionismo impegnato nel servizio verso chi soffre il vescovo ha rivolto l’esortazione a mantenere ferma, in questo momento difficile, la speranza e la vicinanza agli infermi.

Al centro lei, la madre che il brano evangelico proclamato nella Messa della Madonna salus infirmorum presenta nel suo atto di vicinanza a un’altra madre più anziana: nell’episodio della visita di Maria alla cugina Elisabetta il vescovo Domenico, nell’omelia, ha invitato a leggere il senso della vera devozione mariana: un aspetto essenziale, per la Chiesa, il lodare Maria, poiché «Dio si dà a conoscere certo attraverso la creazione, ma anche attraverso le creature, prima fra tutte Colei che Elisabetta saluta con intuizione profetica, come “benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo”».

E nell’incontro tra due donne, una giovanissima l’altra anziana, con quest’ultima che «si sente rinfrancata dal contatto con la giovane fanciulla di Nazareth che la conduce a Dio», monsignor Pompili ha messo in evidenza un’altra importante “lezione” per la comunità cristiana: «Ciò che rende vecchia la Chiesa non è l’età media dei suoi membri e neanche la sua storia bimillenaria, ma soltanto la mancanza della freschezza e della bellezza di Maria. Cioè, in una parola, la lontananza da Dio».

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