Giornalisti alla scoperta dell’olio della Sabina

L’educational tour proposto dalla Camera di Commercio di Rieti e Azienda Speciale Centro Italia ha offerto una preziosa occasione agli operatori della comunicazione locali per comprendere meglio le potenzialità dell’oro verde della Sabina.

La mattinata ha preso avvio con la visita al moderno frantoio Colli Sabini, recentemente ristrutturato e dotato di mezzi e tecnologie d’avanguardia per la produzione di un prodotto d’eccellenza.

Grazie ad una raccolta molto veloce, timer computerizzati in grado di mantenere la temperatura costante e strati di azoto a copertura degli appositi bidoni in cui vengono raccolte le olive, i frutti non vengono mai a contatto con la luce né con l’ossigeno, elementi che li deteriorerebbero contaminando di conseguenza la qualità dell’extra vergine.

In tal modo il prodotto supera invece tutti i selettivi test per far sì che venga annoverato tra i prodotti più importanti del nostro territorio, con enormi potenzialità turistiche ed economiche. La giornata informativa ha consentito agli operatori dell’informazione di poter svolgere un mini corso di degustazione del prodotto finito, individuandone caratteristiche e peculiarità.

Attraverso la guida di esperti del settore sono stati assaggiati oli di vario tipo, rispondenti o meno alle caratteristiche richieste dal mercato: un modo per riconoscere la qualità del prodotto Dop, e saperlo distinguere dagli altri.

La visita guidata è proseguita sul percorso degli olivi millenari della Sabina – se ne contano oltre cento -. L’olivone di Palombara, antico testimone della storia locale, occupa un posto privilegiato nel cuore degli abitanti che lo rispettano fin quasi a venerarlo: l’albero si erge come un vero e proprio monumento vivente di quasi dieci metri di diametro intriso di importanza storico-ambientale.

Nel programma della giornata informativa non poteva mancare la visita a Palazzo Perelli, sede cinquecentesca del Museo dell’olio della Sabina di Castelnuovo di Farfa, vicinissimo all’Abbazia che fu uno dei pochi centri medioevali europei nel quale furono conservate e poi trasmesse le antiche tecniche dell’olivicoltura. L’itinerario ha inizio con una sezione dedicata al mito dell’olio, celebrato da sculture dei maestri contemporanei Alik Cavaliere, Gianandrea Gazzola, Maria Lai e Hidetoshi Nagasawa.

La visita prosegue con la documentazione sulla botanica dell’ulivo sabino e la tradizione dell’olivicoltura, poi con la sala della memoria, dove il mondo dell’olio viene raccontato dalle voci e dalle immagini dei contadini di Calstelnuovo.

Con un percorso pedonale nella campagna, si raggiunge il sito altomedievale di San Donato dove, vicino alla chiesa restaurata, il “Giardino degli ulivi del mondo” ospita le diverse specie coltivate nel bacino del Mediterraneo e con esse, simbolicamente, i popoli che condividono nella storia e nel presente la cultura dell’olio di oliva.

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