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Giampaleotti espone sotto gli archi di Palazzo Papale con “Il Cammino della Misericordia “

Paolo Paleotti in arte Giampaleotti torna sotto gli archi di Palazzo Papale Rieti con l'esposizione Il Cammino della Misericordia, curata da Mauro Silani, fondatore e curatore del Collettivo Oxford “Il Nuovo Spazialismo Romano”

Paolo Paleotti in arte Giampaleotti torna sotto gli archi di Palazzo Papale Rieti con l’esposizione Il Cammino della Misericordia, curata da Mauro Silani, fondatore e curatore del Collettivo Oxford “Il Nuovo Spazialismo Romano”.

Un progetto itinerante, in ambito di ricerca artistica e non solo, dal titolo “Arcaico e Presente”, in ambito sia nazionale che internazionale ( www.collettivo-oxford.com ).

Il vernissage è previsto per domenica 14 Aprile 2019 alle ore 11 sotto le arcate del vescovado, in via Cintia 84 a Rieti.

«In quest’opera il maestro Giampaleotti – dichiara il curatore Mauro Silani- ha plasmato la sua tensione e ricerca spontanea verso il sacro, in senso non solo prettamente religioso ma come
intenzione di compenetrazione del mistero sia artistico che mistico, un’analisi più profonda “dell’Oltre” che trascende tramite la consapevolezza dell’artista verso il Divino, uno Spirito che si
manifesta in tutte le sue opere.

Il Cammino della Misericordia – prosegue il curatore Mauro Silani-, che conta di ben XX Stazioni è una Via Crucis che, definisce benissimo questo nostro Nuovo Spazialismo Romano e il
Giampaleotti ne è un degno interprete, compenetrando, come fu per Lucio Fontana, che ne produsse ben tre di Via Crucis, il mistero tragico del Golgota come un avvenimento attuale del nostro spazio-tempo contemporaneo senza fraintendimenti né tentennamenti, ma con estremo rispetto e sensibilità, rende omaggio al Grande Dono del Divino Amore».

L’arte spontanea di Giampaleotti non ha bisogno di preliminari né tanto meno di didascalie o aggettivazioni, prerogative inutili di ridefinizioni puramente accademiche.

Un racconto che mette l’osservatore “attento” al centro di una storia personale, teatrale e coreografica.

Mai come in quest’opera la narrazione spudorata, del risveglio della coscienza dell’artista diventa consapevolezza collettiva e universale.

Giampaleotti è uno spirito libero, autodidatta approccia i materiali di recupero del suo lavoro senza timori reverenziali, culturali, o di genere che sarebbero deleteri alla rappresentazione della sua visione artistica.

Proprio di una visione si tratta e quindi è necessario seguire il percorso e il discorso che ci propone il Giampaleotti, non necessariamente cronologico ma evolutivo e spazialista.
Un’incarnazione artistica del “Sé” che prende forma con le sue opere scultoree.

Nel gennaio del 2018 il Giampaleotti ha aderito al “Collettivo Oxford”. Il “Collettivo Oxford” , si è costituito nel gennaio 2018, per unire l’interesse per la divulgazione
artistica, scientifica e filosofica, partendo da radici comuni. Ne fanno parte pittori, scultori, letterati, filosofi, scrittori, poeti, accademici, scienziati, fotografi, attori, performer, registi, video-artisti, architetti, grafici e maestri artigiani e gli operatori dei Fab Lab.

La multidisciplinarietà e la ricerca, sono le caratteristiche principali di questo Collettivo, senza nessuna prevaricazione espressiva rispetto ai metodi che ogni artista intraprende, nelle forme
dell’operare che ritiene consone. L’arte, come la somma di tutte le dicotomie che si annullano, non in contrapposizioni sterili, ma attraverso la giusta tensione osmotica, tra artisti, opere e fruitori, consente la giusta sintonia tra messaggio, contenuto e contenitore.

 

 

 

 

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