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«Giallo al centro» anima la città sul tema del doppio

Nel corso del fine settimana il festival reatino della letteratura gialla e noir è tornato ad essere protagonista sulla scena culturale cittadina

Sabato 6 ottobre si è svolta la prima giornata di “Giallo al centro”, festival reatino della letteratura gialla e noir. Sono stati presentati i quattro finalisti del premio in una serata fatta di letture con il fiato sospeso e “confessioni” degli autori sulle loro opere.

Il filo rosso (o nero verrebbe da dire), che unisce i concorrenti è il tema del doppio. In Questo sangue non è mio (Alter Ego), di Giovanni Lucchese, la protagonista ha una doppia personalità; inSe il freddo fa rumore (Damster), Sara Magnoli svela «gli uomini dietro le maschere e le maschere dietro gli uomini»; Tango Down (Pendragon) di Livia Sambrotta ci mostra, attraverso una scomparsa, il lato nascosto delle persone e delle relazioni; in Storia nera di un naso rosso (Todaro), Alessandro Morbidelli narra la doppiezza di un medico vista dalla prospettiva dei vari personaggi.

Come nascono le storie? perché il noir? Che cosa c’è dello scrittore nel suo libro? Queste e altre curiosità hanno trovato soddisfazione nella bella chiacchierata-presentazione, aspettando con suspense la premiazione di domenica.

Premiazione che si è svolta presso il pub Wanderer di via Terenzio Varrone, in tarda serata e con un’atmosfera vagamente noir. Le condizioni perfette per accogliere il vincitore della seconda edizione di “Giallo al centro”. Alla fine l’assassino era… ops, il premio è andato a Giovanni Lucchese.

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