Rieti Sport Festival

Gabriele Gravina al Rieti Sport Festival: «Agire con responsabilità e guardare al lungo periodo»

Rispetto delle regole, capacità di resistenza, lavorare per obiettivi: i valori dello sport come chiave per affrontare la situazione sanitaria sembrano essere la chiave di lettura del Rieti Sport Festival. Un’edizione speciale perché priva di sport praticato, ma non certo di vitalità ed entusiasmo

È stata inaugurata nel pomeriggio di giovedì 10 settembre un’edizione speciale del Rieti Sport Festival. Per una manifestazione che ha sempre messo al centro l’attività vissuta in prima persona, fino a portare nella piazza centrale della città campi e attrezzature per lo sport praticato, i limiti imposti dalla situazione sanitaria sono tanti. Ma alla fine non si è voluto rinunciare, si è preferito dare un segno di continuità. Una scelta giusta, che indica anche una direzione generale.

Il vescovo: imparare a metterci in gioco

Lo ha ricordato anche il vescovo Domenico salutando quanti si sono ritrovati nell’Auditorium Varrone: «Lo sport è una metafora molto interessante della vita, perché ci ricorda che dobbiamo metterci in gioco e probabilmente mai come in questo tempo abbiamo la necessità di fare insieme questa esperienza». Più che subire i limiti del Covid-19, insomma, dal festival reatino lo sport sembra emergere con ancora più forza come modello di società, come guida per il comportamento personale e collettivo. «Soprattutto per i giovani», ha aggiunto il vescovo. Perché nello sport è possibile vivere ciò che maggiormente sembra essere messo in discussione in questo momento: «la possibilità di vivere l’incontro con l’altro» e «un gioco di squadra senz’altro necessario».

Michele Gravina: avere coraggio di fare, ma con senso di responsabilità

Cose ribadite sul palco dell’Auditorium Varrone dal presidente della Figc Gabriele Gravina. Il numero uno del calcio italiano ha rivendicato il risultato di aver portato a termine tutti i campionati professionistici, avendo avuto «il coraggio di rischiare». Ma soprattutto perché «lo sport sembra dare un segno di speranza», sembra dare corpo a quell’andrà tutto bene ripetuto per esorcizzare il virus». Ciò che conta è il senso di responsabilità, che ora dovrà essere mantenuto sul lungo periodo. Con un’attenzione particolare per il mondo dei dilettanti, che è molto più difficile «far vivere in una specie di “bolla” come fatto con i professionisti. Per questo contiamo sul senso di responsabilità dei dirigenti e dei ragazzi stessi. Noi saremo molto vigili sul fronte dell’applicazione delle regole».

E se è triste vedere gli stadi senza il cuore pulsante del tifo, è anche giusto riconoscere che bisogna muoversi per priorità e oggi «quella del Governo è riaprire le scuole; poi penseremo anche al calcio»: se ci sarà responsabilità «piano piano le maglie delle restrizioni si allenteranno». È il messaggio di fondo di questo Rieti Sport Festival: far sì che lo sport aiuti a dare più peso ai reali valori della vita; imparare guardare avanti e volgere al positivo le situazioni; vivere lo sport nel modo in cui ci rende migliori.

Foto di Massimo Renzi

 

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