Andare a piedi per fare pace: tanti giovani all’incontro sulla «Funzione educativa del cammino»

Buona partecipazione sabato 21 aprile, presso l’Auditorium Varrone, dove si è svolto il convegno “Funzione educativa del cammino – aspetti pedagogici, psicologici e medici”.

Dopo i saluti del vescovo Domenico e l’introduzione di Angelo Dionisi, Direttore del Centro Sanitario Diocesano, ha avuto inizio la ricca serie di interventi in programma.

Padre Marino Porcelli, della Fondazione Amici del Cammino di Francesco, ha parlato del cammino come esperienza spirituale, di «camminare dentro se stessi».

E questo «non è un discorso da cattolici ma tutti rivendicano il desiderio di darsi una spiritualità».

Il maestro del cammino è San Francesco, «il suo chiostro è il mondo», che invitava ad andare «a piedi nudi per fare pace in sé stessi».

La seconda relazione ha visto Maurizio Forte del Cammino di San Benedetto raccontare la storia e le prospettive di questo “giovane” Cammino.

Dopo la pausa caffè il cardiologo Enrico Maria Zingarelli ha tenuto una relazione sui benefici del camminare a partire dalla constatazione che la «salute non è assenza di malattie ma sensazione fisica e psichica di benessere».

Se il legame tra attività e salute è stato notato fin da Ippocrate, l’epoca moderna ha reso l’esercizio non più necessario. «Questo aumenta la sedentarietà, condizione che porta ad una serie di patologie».

L’analisi del dottor Zingarelli si è concentrata su gli aspetti fisiologici degli apparati coinvolti nell’attività fisica.

Il quarto intervento, affidato allo psichiatra Paolo Di Benedetto, è dedicato alla “Montagnaterapia” ovvero una «pratica di cammino guidato per pazienti psichiatrici».

Il dottor Di Benedetto, Presidente Medici Cattolici di Rieti, è partito dal esperienza del poeta Francesco Petrarca che salendo a fatica sul Monte Ventoso dice di essere appesantito dai suoi pensieri. Da qui passando per La Gradiva di Freud e l’Homo viator di Gabriel Marcel giunge a definire il camminare una «pulsione viatoria» e nell’appoggiare e sospendere in aria il piede durante la deambulazione vede una metafora del rapporto tra materno (la terra) e paterno (il cielo).

Al termine di un animato dibattito il dirigente scolastico provinciale Giovanni Lorenzini ha tirato le somme del convegno.

Una giornata interessante, un invito ideale per realizzare quello che scrive Thomas Bernhard in Camminare, recentemente ripubblicato da Adelphi: «nulla è più istruttivo del veder pensare uno che cammina».

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