Frontiera n.41 / 2018

Il grido dei poveri. Il titolo di copertina è impresso su sacchi di rifiuti dai quali spuntano «Mani di plastica, incolori, segno della nostra autodistruzione. Mani che emergono dai sacchi, perché anche il valore della vita abbiamo buttato via», citando don Tonino Bello. Un’immagine-simbolo che ben caratterizza la settimana dei poveri che stiamo ancora vivendo, aperta con un’esposizione essenziale in San Domenico e con tante iniziative correlate che culmineranno con la celebrazione liturgica del vescovo. Tre le grandi aree trattate: migranti, ambiente e la nostra terra, sono temi affrontate anche dagli studenti reatini, duranti gli incontri pensati appositamente per loro.

Ed è sempre ai ragazzi che ha voluto fortemente rivolgersi Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dall’attentato di via D’Amelio, per portare avanti la battaglia per la verità e la giustizia in nome del sacrificio di Paolo Borsellino, di Giovanni Falcone e delle altre vittime di mafia. Studenti protagonisti anche all’incontro organizzato dal comitato reatino dell’Aiart e dall’Istituto Magistrale reatino, al fine di approfondire il rapporto tra l’universo dei dispositivi informatici e l’approccio educativo.

Di digitale parla anche l’editoriale di questa settimana, offrendo una panoramica a trecentossessanta gradi sul tema delle tecnologie e il modo quanto mai variegato in cui si utilizzano.

Due volumi di nuova uscita da parte di due religiosi del territorio: gli aneddoti e le sfiziose curiosità delle zone di Moggio e Piedimoggio narrate dallo storico parroco di quei territori don Luciano Candotti e un nuovo manuale teologico di padre Ezio Casella, direttore dell’Ufficio Liturgico della Chiesa di Rieti.

Taglia il traguardo dei cinquant’anni di vita il Circolo Fotografico Reatino “Fausto Porfiri: a parlarcene ed illustrare le iniziative celebrative per l’importante compleanno sarà il presidente Dario Mariantoni.

Scalda intanto i motori la stagione teatrale del Flavio Vespasiano, anche quest’anno densa di spettacoli per tutti i gusti, dalla prosa al jazz, dal vernacolo alla lirica.

Un teatro che sta iniziando ad essere molto amato anche dal prefetto di Rieti Giuseppina Reggiani, insediata quest’estate e diventata in breve tempo grande estimatrice delle bellezze locali. Il prefetto ci racconta il suo lavoro in un’intervista a tutto tondo che spazia dal lavoro alla famiglia, dalle esperienze vissute al grande amore per gli animali.

E come sempre, anche questo numero di Frontiera terrà aggiornati i lettori sugli eventi e le iniziative cittadine e parrocchiali.

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