Frontiera n.20 del 2015 è in edicola

La Pietà è il simbolo di una città inclusiva” di Carlo Cammoranesi

È davvero l’Albero della Vita l’icona di Milano 2015? La grande struttura di legno ed acciaio posta dinanzi al Padiglione Italia riprende le geometrie del famoso Michelangelo. E Milano dal 1952 custodisce proprio uno dei capolavori dell’artista fiorentino, la Pietà Rondanini. Essa raffigura una madre che si allunga per sostenere il figlio ed oggi riconoscersi in essa significa possedere uno sguardo pieno nei confronti di quello che è il corpo della città e che spesso viene dimenticato. Il corpo di Maria abbraccia e regge il corpo di Gesù fino a divenire un tutt’uno con esso. Questo abbraccio è uno slancio più che un ripiegamento. La Pietà allora è il simbolo della città che soffre e ci mostra anche il futuro fatto di attese e prospettive, di effervescenze e modernità.

Per riflettere:

  • Quale è per te il significato di un abbraccio? Desideri essere abbracciato? Quando soprattutto? Conosci qualcuno che ha bisogno del tuo abbraccio?
  • La Pietà è il simbolo della città che soffre: raccogli gli articoli del giornale che trattano della sofferenza della tua città e facci un cartellone ponendo al centro l’immagine della Pietà Rondanini di Michelangelo.

È monsignor Pompili il nuovo vescovo di Rieti” speciale a cura di David Fabrizi

Monsignor Lucarelli nella Chiesa di San Domenico ha annunciato il 15 maggio che il vescovo eletto di Rieti è monsignor Domenico Pompili, sotto-segretario della CEI, il quale ha inviato un messaggio di saluto alla diocesi reatina. Egli ha così evidenziato che Rieti è l’ombelico d’Italia. Una parte essenziale in un corpo, in quanto ricorda che siamo relazione e fatti per la relazione. Rieti inoltre è la terra di adozione di Francesco d’Assisi, un luogo privilegiato per riscoprire la nostra fede, ossia il legame tra cielo e terra.

Per riflettere:

  • Non c’è parte del nostro corpo che non sottolinei come noi siamo per natura degli esseri relazionali. Possiamo in classe farlo insieme ai nostri alunni evidenziando come nessuno di noi può credere di possedere il suo corpo bensì di esserlo.
  • Corpo – Sesso- Sessualità – Relazione: ognuno di questi termini rimanda all’altro e tutti rimandano ad un’unica parola, ossia dono. Cosa ne pensi?

Stabilire un contatto”, di David Fabrizi

«la Parola non è mai un testo congelato, del passato, ma riesce sempre ad interpretare bene quello che siamo, quanto viviamo. È un po’ una radiografia del cuore» oppure «creare le condizioni per stabilire un contatto […]. Il contatto è la scintilla che fa nascere la possibilità dell’incontro con Gesù Cristo». Sono questi solo degli stralci dell’intervista fatta da David Fabrizi al Vescovo eletto di Rieti Domenico Pompili.

Per riflettere:

  • Il mondo del web è fatto di contatti e spesso tra i giovani e non solo si assiste ad una gara ad avere più contatti degli altri. Sembriamo esperti nell’allacciare contatti con persone che nemmeno, a volte, conosciamo…ma come si fa ad allacciare il contatto con Gesù, come si fa a creare le condizioni per stabilire un contatto con lui?
  • In cosa consiste l’attualità della Parola di Dio? Se il tuo cuore ha bisogno di amore e la Bibbia parla di amore mettendoci in contatto con l’Amore, come può il tuo cuore ancora viverne senza?

Studi di integrazione con i progetti Sprar”, a cura di David Fabrizi, interviste di Felipe Sancez

Un’occasione unica di confronto e di scambio intorno al tema dell’integrazione dei migranti e dei rifugiati è quella che si è realizzata a Rieti tra il 17 e il 19 maggio per opera della Caritas diocesana, il Comune e la Prefettura di Rieti. Il problema dell’emergenza deve essere superato dall’accoglienza per dare una degna inclusione ai tanti migranti e rifugiati che vengono nel nostro territorio. L’accoglienza è un obbligo morale e non solo un dovere civico. Non sono migranti, ma fratelli.

Per riflettere:

  • Ti senti mai “straniero” nella tua classe, nel tuo gruppo di amici, nella tua famiglia, nell società? Perché? Cosa provi?
  • Ti capita mai di non volerti assumere delle responsabilità e per questo di voler vivere da straniero, isolandoti nel “luogo” dove vivi ed abiti? Se ti senti responsabile, infatti, non sei più straniero, quella realtà ti appartiene ed è tua. Commenta.

Buona accoglienza per tutti”, di Valerio Shango

Gli schiavisti sparsi nel nostro territorio spesso mettono a repentaglio la tradizione di accoglienza profonda che caratterizza l’Italia. I migranti desiderosi di rimanere nel nostro territorio devono essere sottoposti ad un’integrazione umana e seria, caratterizzata dallo studio della lingua, dalla ricerca di un alloggio e di un lavoro. Vanno evitati sfruttamenti ed abusi ed è necessario per questo la cooperazione di Sindaci, Prefetti e Parroci.


La fede minaccia la libertà?”, di Riccardo Beltrami

Con questa domanda si è aperto l’incontro del Caffè teologico di lunedì 18 maggio. Una discussione molto animata è quella che si è creata intorno a questa tematica, all’interno della quale si è cercato di ragionare su cosa voglia dire oggi laicità e quale contributo possa apportare la fede ad una società spesso del tutto indipendente da ogni riferimento religioso e, nella quale, spesso la fede viene vista come un intralcio alla piena realizzazione della libertà dell’essere umano e della sua ricerca scientifica.

Per riflettere:

  • La nostra libertà non potrà mai essere assoluta, ma avrà sempre un limite: quale limite poni all’esercizio della tua libertà?
  • San Paolo afferma che noi siamo liberi perché liberati: cosa vuol dire per te questa frase? Secondo te abbiamo bisogno di una guida per essere veramente liberi? In chi la riconosci nella tua storia?
  • Chi ti sta insegnando ad essere libero?

Non c’è niente da capire”, di Samuele Paolucci

A tutti la Gioconda sorride lo stesso al di là della comprensione che di essa abbiamo. L’arte, infatti, è soprattutto partecipazione, comunicazione e questo ancor più nel momento in cui essa è musica. In un concerto, come quello tenutosi il 15 maggio all’Auditorium dei Poveri in occasione di “Primavera Jazz”, le corde e le bacchette, la complicità del gruppo, diventano possibilità per creare note e melodie mai pensate prima.

Per riflettere:

  • Quale è il tuo rapporto con la musica? Cosa ti aiuta a vivere o ad esprimere? Quanto senti il bisogno di ascoltare musica o di suonarla te stesso?
  • La musica è anche preghiera. Sarebbe interessante leggere in classe alcuni salmi che il popolo ebraico ha cantato in momenti particolari della sua storia e commentarli insieme.

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