Frontiera n.19 del 2015 è in edicola

La città dei bambini” di David Fabrizi

La terza edizione di “Rieti città amica dei bambini” ha avuto inizio l’11 maggio e durerà fino al 26 maggio. Saranno 120 le attività organizzate in giro per la città e dedicate all’infanzia e alla adolescenza. Arte, gioco, musica e cultura saranno i vari ambiti che interesseranno la città, il tutto grazie all’azione di 50 associazioni, enti, istituzioni e ragazzi del servizio civile. Non una ludoteca itinerante, quanto semmai il mettere a confronto le idee e le esigenze dei più piccoli.

Per riflettere:

  • Se non sarete come bambini non entrerete nel regno dei cieli. Gesù mette al centro i più piccoli anche fisicamente e li rende modello per la realizzazione del regno dei cieli ossia della vera felicità. Sarebbe interessante chiedere proprio a loro, quindi, cosa non piace del luogo dove abitano e perché.
  • Una città a misura di bambino è un luogo sicuro, rispettoso dell’ambiente, non discriminante delle difficoltà di ognuno, con spazi per giocare liberamente: ti sembra questo il ritratto della tua città?

Rieti, la Ditta e la partecipazione” di David Fabrizi

I vari disservizi presenti in città non possono essere imputati solamente ad un problema di amministrazione incapace; essi sono anche il frutto di una cittadinanza confusa, belligerante, intimamente contrapposta, scontenta di sé. Il problema della polis non può essere collegato a ciò che fanno o non fanno quelli che sono i componenti della giunta comunale. La politica non può più essere una faccenda di Palazzo. Amministrare vuol dire andare oltre gli interessi della Ditta e della Bottega personale per costruire ponti di comunicazione, occasioni di riflessione ecc.

Per riflettere:

  • Il sociologo Zygmunt Bauman ha definito questo secolo un’epoca di spettatori bisognosi di giustificarsi e discolparsi da ciò che capita intorno a loro. L’uomo per sua natura è un animale politico che non può rifiutare di impegnarsi per colmare il divario tra il possibile ed il fattibile. Quale impegno civico-politico senti di dover prendere per non trascurare la tua scuola, famiglia e città? Quali occhi senti di esser chiamato ad aprire?

Essere, più che apparire

L’8 ed il 9 maggio nell’Auditorium Varrone e sotto gli archi del Vescovado sono stati presentati i lavori compiuti dai ragazzi e bambini delle scuole al termine del primo anno di vita del “Villaggio dell’Essere”. Il risultato è stato più che positivo, dato che gli alunni hanno saputo dar prova di saper andare ben oltre ad una realtà consumistica mostrando di saper cogliere il senso profondo dell’esistenza. Scuola, Chiesa e Famiglia si sono trovati a collaborare insieme per aiutare gli studenti a riscoprire l’eredità storica, culturale e spirituale del loro territorio.

Per riflettere:

  • Nella tua vita, in classe o in famiglia o nel tuo gruppo di amici, quanto peso dai a come ti considerano e ti giudicano gli altri? Quanto pregiudica il tuo modo di atteggiarti, vestirti e parlare?
  • Ciò che appare spesso è ben altra cosa da ciò che è: in base a quali caratteristiche scegli i tuoi amici? Nel tuo studio rimani in superficie, alla sufficienza, o ti piace approfondire?
  • Nel tuo rapporto con Dio ti fermi all’apparenza, a quello che dicono gli altri o sei desideroso di poter guardare il suo volto entrando nella tua anima?

Caffè teologico: un espresso ragionato”, di Riccardo Beltrami

Lunedì 11 maggio è stato inaugurato all’Auditorium dei Poveri di via Garibaldi alle ore 16 il “Caffè teologico”. Si è potuto discutere in amicizia intorno al tema centrale della fede, l’esistenza di Dio. Ognuno ha potuto confrontarsi con gli altri esponendo le sue opinioni e raccontando la sua esperienza. Sono state moltissime le domande che hanno animato l’incontro intorno all’esistenza o meno di Dio e della ragionevolezza della sue prove. C’è stato anche lo spazio per esprimere dubbi ed incertezze. A farla da protagonista il rapporto tra fede e ragione. Il prossimo incontro ci sarà lunedì 18 maggio alle ore 16 intorno al tema “fede e laicità: la fede minaccia la libertà?”

Per riflettere:

  • Secondo un intellettuale olandese del passato, un certo Grozio, si doveva vivere come se Dio non esistesse. Io voglio proporti il gioco opposto: vivi come se Dio esistesse. Cosa cambia secondo te?
  • Scriveva nel suo Diario Etty Hillesum: Vale la pena di lottare? Non bisognerebbe semplicemente prendere quello che la vita ha da offrire e lasciar perdere il resto? Chi ti sarà grato per questa lotta… a chi importerà? A Dio, di certo. Cosa ne pensi?

Scuola cattolica in festa per la vita”, di Tereza Ciobanu

Uscire per le strade per festeggiare con gioia, camminando, cantando e prendendosi per mano, quelli che sono i valori forti dell’esistenza, è quanto ha fatto la scuola cattolica domenica scorsa in occasione della “Maratona di primavera”. La scuola cattolica ha voluto evidenziare che ogni bambino è luce che illumina il mondo e che essa è la voce della Chiesa pellegrina in mezzo al mondo. Ma anche di un altro messaggio si è fatta portavoce, ossia del fatto che la vocazione del custodire non riguarda solo i cristiani ma tutti gli esseri umani, in quanto nutre in sé una dimensione prettamente umana.

Per riflettere:

  • Quali sono secondo te i valori dell’esistenza che oggi dovrebbero essere cercati e realizzati? Perché si chiamano valori? Migliorerebbero o meno la tua vita?
  • Inventa un disegno o una poesia per raccontare il valore di cui senti più il bisogno nella tua vita.

“Cristiani nella realtà»”, di Carlo Cammoranesi

Spesso la realtà che viviamo ci conduce a vivere uno stato di confusione e di dispersione, il quale non ci permette di godere del presente come il luogo migliore possibile, nel quale poter fare esperienza del buono, del bello e del bene. Tutta la vita dell’uomo attende un incontro, il quale non può avvenire attraverso un’idea o una sensazione emotiva.

Per riflettere:

  • C’è qualcosa nella tua esistenza che ti rende confuso, non facendoti comprendere ciò che ti accade intorno?
  • Buono, bello, bene nella tua vita oggi. Riesci a coglierli in alcuni avvenimenti che ti sono accaduti? Cosa hai sperimentato?

“Bagnasco: bisogna essere liberi dai luoghi comuni e dire le nostre verità”, di Maria Chiara Biagioni

Non tener conto del contributo apportato dalle comunità cristiane in Europa porterebbe il Vecchio Continente alla solitudine e all’isolamento. Come ha affermato papa Francesco vi sono in Europa delle legislazioni, che in nome del principio di tolleranza, impediscono ai loro cittadini di poter professare liberamente il loro credo. Per costruire una migliore umanità si deve puntare sui valori.

Per riflettere:

  • Facendo una ricerca storica potresti cercare di scoprire quali sono state le illuminanti novità apportare da Gesù di Nazaret nel nostro continente.
  • Secondo te la fede limita o no la nostra libertà? Fai degli esempi.

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