Frontiera n.18 del 2015 è in edicola

La «visibilità» di Dio” di Carlo Cammoranesi

La Sindone si fa portavoce del messaggio centrale del cristianesimo, ossia quello della “visibilità” di Dio. Chi crede vorrebbe anche vedere il volto di Dio. L’uomo di oggi sente il bisogno di toccare Dio, vuole constatare la certezza della sua esistenza, vuole toccare con mano il suo amore ed il suo perdono. L’uomo del Terzo Millennio ha bisogno della “carnalità” del cristianesimo.

Per riflettere:

  • Sarebbe interessante insieme ai ragazzi esaminare i singoli sacramenti, con i loro gesti e le loro parole, e mostrare come essi possono essere la via per toccare e farsi toccare da Dio.
  • L’emorroissa che tocca il mantello di Gesù o Tommaso che mette il suo dito nelle piaghe del Risorto potrebbero essere le due icone a partire dalle quali parlare della “carnalità” del cristianesimo: di quale “potenza” essa è generatrice secondo te? Si potrebbe anche evidenziare la differenza tra la carne ed il corpo: Dio si fa carne… perché?

Il dialogo permea la vita cittadina?” di David Fabrizi

In questi ultimi decenni si sta assistendo ad un mutamento dell’identikit del lettore. Secondo Fabrizio Di Maggio, agente della casa editrice Einaudi, si sta passando da colui che legge libri in maniera assidua per acquisire un pensiero critico con il quale affrontare la vita, a colui che nutre la sola esigenza di informarsi e restare aggiornato. Si ha l’esigenza di essere connessi più che preparati. Ma il dialogo permette la circolazione di idee? Permea la vita cittadina?

Per riflettere:

  • Il libro: quale? Cartaceo o e-book? Cosa ti piace leggere al di fuori del tuo impegno scolastico? Hai un testo o un personaggio di un libro che ti è rimasto particolarmente impresso? Quale e perché?
  • Rileggi mai un libro che hai già letto?
  • Cosa ti piace di più nel leggere? Cosa ti stanca?

Il Villaggio dell’essere tra Chiesa e città

Secondo l’architetto Piero D’Orazi è stata la Chiesa in ogni città a farsi promotrice della difesa del patrimonio culturale ed artistico del centro abitato. Anche le piazze sono nate in funzione di una chiesa. Ma nella città tutto parla anche delle relazioni tra i cittadini: pietre, sanpietrini, tufo, mattoni rimandano alle relazioni che si sono costruite nel corso del tempo tra le persone di una stessa città. Oggi tutto è diverso. La tecnica, ha affermato il Vicario Generale di Rieti, ci ha portato a costruire degli spazi virtuali che sembrano più attraenti ma che al tempo stesso hanno danneggiato la relazionalità. L’uomo si nasconde e si isola, giocando a fare il “creatore”. È necessario ritornare alla persona e ai suoi legami con il mondo reale; è necessario instaurare il “villaggio dell’essere” come luogo delle relazioni.

Per riflettere:

  • Fare un sondaggio in classe per comprendere quali siano gli ambienti virtuali frequentati dai nostri alunni e cosa trovino in essi. Rileggendo la storia del Piccolo Principe che incontra la volpe si potrebbe porre le linee generali per una relazione autentica tra persone mostrando quello di cui il virtuale ci priva. Lo scopo è far assaporare ai ragazzi la bellezza di una prospettiva diversa.

Città da risanare con la partecipazione

L’espansione dei confini della città di Rieti ha comportato l’aumento del traffico, dell’inquinamento, la mancanza di manutenzione, assenza di servizi nei quartieri nuovi. L’edificazione ha stravolto il paesaggio della città, ha compromesso uno sviluppo armonico e compatibile con l’ambiente. È allora necessario, ha detto il sindaco Petrangeli, coinvolgere associazioni e cittadini per risanare ciò che ancora non è del tutto compromesso.

Per riflettere:

  • Essere cittadini non vuol dire essere ospiti del luogo dove si vive ma esserne i custodi. Il comando della Genesi lontano nei tempi ha un’eco sempre attuale. Cosa stai facendo e cosa dovresti fare invece per rendere più vivibile e bella la tua città? Quali sono gli aspetti che ti piacciono di più della tua città o paese? Quali quelli negativi?

Il futuro dell’ex-Snia parte dalla memoria”, di David Fabrizi

È stato portato a compimento il recupero e il trasferimento dell’archivio della Snia-Viscosa all’Archivio di Stato di Rieti. In esso vi è contenuta tutta la storia di una delle più importanti industrie del reatino con i suoi operai e dipendenti. Secondo Roberto Lorenzetti, direttore dell’Archivio di Stato, il lavoro eseguito è stato molto difficoltoso ma essenziale per realizzare una divulgazione della memoria e un recupero dell’area della Viscosa.

Per riflettere:

  • La memoria è la base della nostra conoscenza. Il nostro cervello è un “archivio” nel quale conserviamo nozioni, esperienze, sentimenti…Il passato non è un macigno che gravita su di noi ma il nostro bagaglio di sapienza, che va crescendo di giorno in giorno. Ma a volte non riusciamo a riconciliarci con il nostro passato: capita anche a te questo?

È il «villaggio dell’essere» il vero «villaggio globale»”, di Riccardo Beltrami

L’8 ed il 9 maggio assisteremo, grazie ai lavori portati a termine dagli alunni delle scuole reatine, alla celebrazione del primato dell’essere sull’apparire, in un’epoca in cui i nostri ragazzi hanno immensamente bisogno di certezze, di sicurezze, di verità, le quali non possono essere affidate alla balìa dei sentimenti o di entusiasmi ed emozioni che velocemente si accendono e altrettanto velocemente si spengono.

Per riflettere:

  • «Io sono colui che è» (Es 3,14). Essere significa mettersi in gioco, con partecipazione e responsabilità. Nella tua vita di ogni giorno stai scegliendo di essere quello che sei, senza vergognarti dei tuoi difetti e non nascondendo i tuoi pregi? Stai giocando la tua vita da titolare o in panchina? Perché?
  • «Dove sei?» (Gen 3,9). Togli le maschere dietro le quali ti sei nascosto o ti hanno fatto nascondere per far parte del gruppo…elimina elimina…cosa è rimasto di te? Quello è ciò che tu veramente sei! Quella è la parte più bella di te! Ma ora ti chiedo: in classe, nella tua famiglia dove sei?

L’importanza di ConfrontarCi”, di David Fabrizi

Il 18 e il 19 maggio la Caritas diocesana e il comune di Rieti daranno vita a una due giorni per discutere degli aspetti inerenti alla situazione dei rifugiati e di coloro che richiedono asilo politico. Se infatti l’Europa tutela chi si trova in stato di pericolo, sembra veramente essere intollerante ed inumano che queste persone debbano rischiare di perdere la loro vita tra le acque del nostro mare.

Per riflettere:

  • Chi è per te la persona che proviene da un altro paese del mondo fra di noi, alla ricerca di una maggiore sicurezza: uno straniero o un estraneo? Quale differenza c’è tra questi due termini?
    Si potrebbe fare una ricerca su alcuni dei paesi da dove provengono questi rifugiati, per conoscere meglio le loro tradizioni (abitudini di vita, giochi, usanze, aspetti della loro religione, cibi…) ed instaurare un dialogo e una condivisione costruttiva con loro. Anche loro se sono presenti in classe potrebbero fare la stessa cosa per conoscere al meglio il nostro paese e continente.

In chiesa al tempo di swing”, di David Fabrizi (pp. 12-13): la presidente di Underground, Danila Fenici, sostiene che a Rieti vi è una grande contraddizione in atto, quella di non voler creare dei nuovi spazi pubblici da destinare ad eventi culturali. Questo fa sorgere il pensiero che con la cultura non si mangi e che sia quindi inutile investire dei soldi in questo settore. Così non si tiene conto del fatto che la cultura è fondamentale per il cittadino, in quanto lo fa crescere in consapevolezza e responsabilità. È necessario allora “pensare” spazi nuovi da destinare alla cultura.

Per riflettere:

  • Di quale cibo abbiamo bisogno per vivere? Solo di quelli provenienti dalla lavorazione della terra e dal mondo animale? Oppure vi è anche un altro cibo altrettanto essenziale (sentimenti, fede, cultura)?
  • Di cosa stai nutrendo il tuo spirito? Provalo a metterlo sulla bilancia: ha bisogno di dimagrire o di ingrassare un pochino?

Lavoro: «Necessario un colpo di reni»

Nella speranza, la dignità del pane. Questo è stato il titolo della veglia di preghiera organizzata dall’Ufficio diocesano Problemi sociali e lavoro e che ha visto come protagonisti i lavoratori, i sindacati, i politici e i rappresentanti delle varie realtà ecclesiali in vista del 1° maggio. Il pensiero del Vescovo è stato rivolto ai giovani, i quali secondo lui posseggono una grande carica interiore e molteplici capacità in grado di cambiare la realtà sociale. E ha concluso esortando tutti a pensare in grande e a seminare speranza

Per riflettere:

  • Il ben-essere a cui il lavoro rimanda non è la sola ricchezza materiale ma è il possedere la dignità di potersi mantenere da soli, di poter collaborare al progresso del mondo, di poter aiutare la propria famiglia e i propri figli, di poter dare una mano a chi sta nel bisogno…quale esperienza stai vivendo nella tua famiglia in questi ultimi mesi? Condividilo con i compagni della classe.

Sindone: due o tre cose che so di lei” di Luigi Bardotti

La sindone, il lenzuolo che avvolse il cadavere di Gesù di Nazaret, può essere considerata una vera e propria “reliquia”. In realtà la Chiesa quando fa riferimento alla persona avvolta in quel sudario lo chiama “Uomo della sindone” senza identificarlo con il Nazareno. Essa rimane a tutt’oggi un mistero, razionalmente inspiegabile.

Per riflettere:

  • La Sindone ci dice che Dio è entrato con Gesù nella storia dell’essere umano, condividendo con lui le gioie (l’amicizia) e le sofferenze (tradimento, incomprensione, morte) di questo mondo. Di quali gioie e sofferenze è fatta la tua storia?
  • La Sindone ci dice che la morte non ebbe su Gesù l’ultima parola. Quel sudario fu trovato piegato e riposto. La pietra rotolata via: quale pietra speri di rotolare via per far risorgere quella parte di te che senti morta?

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