Frontiera n.17 del 2015 è in edicola

Quella possibilità chiamata Chiesa” di Carlo Cammoranesi

Il nostro mondo vuole creare un paradiso sulla terra ma, come si vede, non ci riesce. Il mondo in cui viviamo ci promette una vita perfetta ma non riesce a darcela e questo fa scoppiare nel cuore dell’essere umano sentimenti di violenza, che a volte si scatenano in veri e propri genocidi. Si elimina l’umanità scomoda, per esempio, tramite l’aborto. Vivere il paradiso in terra era la speranza che guidava l’azione dei talebani. La Chiesa è la risposta alla tentazione di voler creare un paradiso sulla terra fino al giungere al continuo massacro di migliaia di persone. La Chiesa è la risposta alla nostalgia del paradiso.

Per riflettere:

  • Come, secondo te, la Chiesa in questi ultimi tempi sta cercando di dar risposta a questa nostalgia del paradiso presente nell’essere umano? Quali sono le azioni di papa Francesco che ti hanno colpito più di tutte?
  • Tu ragazzo o giovane del Terzo Millennio hai “nostalgia” del paradiso?

Divorzio breve: ha vinto la società liquida” di Domenico Delle Foglie

L’ennesimo successo ed avanzamento della modernità liquida, la quale vuole sempre più giungere al disfacimento delle relazioni, della convivenza, del matrimonio e della famiglia. Quello che si propone è l’amore liquido, ossia un qualcosa privo di consistenza, che non ha solidità, un mero prodotto di consumo, del quale potersene disfare senza nessun minimo problema. Il consumismo dell’amore, quindi. Come ogni prodotto umano anch’esso è chiamato dalla società liquida a non durare a lungo, a disfarsene quando diviene obsoleto e ci stanca.

Per riflettere:

  • Ti piacerebbe essere considerato alla pari di un oggetto commerciale, da cui disfarsene una volta che si rompe o che ti stanca in nome di uno più nuovo? È questo l’amore che vorresti per te o che vorresti donare agli altri?
  • Le cose vere sono eterne. Anche l’amore se è vero è eterno, in quanto ogni persona che incontri avrà qualcosa che non ti andrà bene prima o poi. Il cambiamento continuo non è la soluzione migliore. Ma ti pongo una domanda? Chi e come vorresti amare? Quale persona vorresti accanto a te? Non ti far incastrare dai paradigmi di questo mondo, ricordati che bellezza, denaro e successo non sono sempre sinonimo di felicità e che un divorzio, breve o lungo che sia, porta sempre con sé una sofferenza intensa.

I cittadini riprendano in mano la città

Il 22 aprile è toccato all’architetto Pietro D’Orazi affrontare, all’Auditorium dei Poveri, il delicato tema degli ambienti e degli spazi significativi inerente la città di Rieti. Partendo dall’esame del quartiere di Campoloniano l’Architetto ha mostrato come le città tendano oggigiorno a perdere i punti qualificanti. A parte la chiesa, il resto è solo un intrecciarsi di strade anonime. Bisogna “rammendare” allora le periferie, dare ad esse un contenuto nella certezza che la città non si possa espandere all’infinito ma debba avere un limite. La città storica possiede un ordine e una “ragione” che quella moderna e liquida purtroppo spesso non ha.

Per riflettere:

  • Quale è secondo te la “ragione” a cui fa riferimento l’architetto D’Orazi trattando della città storica? Cosa manca a tuo giudizio a quella moderna?
  • Strade anonime, senza volto…quali sono per te i luoghi più significativi della città/paese dove abiti? Cosa ti ricordano della tua storia?

Il teatro e chi lo scrive”, di Samuele Paolucci

Giulia Sebastianelli è una giovane attrice e autrice di commedie in dialetto reatino, la quale sta per mandare in scena un suo prossimo spettacolo intitolato “Pocu o quasi gnente”. Nell’intervista racconta la sua storia e la sua passione per il teatro iniziata a sei anni in parrocchia e poi consolidata nel 2009 con la fondazione di un Gruppo Teatrale legato all’Associazione Giovanile Culturale “Ci vuole un senso”. Il teatro, per lei, pur essendo finzione, ci parla comunque della realtà, mostrandocene il suo aspetto più nascosto. Ma il teatro ci permette anche di realizzare il nostro grande bisogno di uscire dalla realtà in cui viviamo e che a volte non riusciamo a controllare.

Per riflettere:

  • In quello che fai ci vuole un senso. Cosa sta dando attualmente senso e significato alla tua vita, cosa ti sta riempiendo, nonostante forse la fatica, il cuore di felicità ed entusiasmo?
  • Anche tu desideri a volte di uscire dalla realtà? Quando? Come fai?

Rinascita e Cambiamento”, di Riccardo Beltrami

L’altro è la garanzia del mio essere io. Il diverso non è il nemico, ma è la condizione di possibilità che io sia. È questo il cambiamento, la rinascita, di cui l’uomo contemporaneo ha davvero bisogno per inaugurare una nuova primavera. L’essere umano, un essere fragile che sa meravigliarsi, deve riappropriarsi della dimensione del futuro e provare oggi più che mai a dare una risposta alle domande portatrici di senso nella sua vita: chi sono? Da dove vengo? Dove vado?

Per riflettere:

  • Cosa è per te il futuro? Un tempo vuoto, il nulla, o qualcosa di altro? Quali progetti e desideri hai nel tuo cuore?
  • Io sono perché tu sei. Nessuno di noi può guardare il proprio volto, lo specchio ci offre solo un’immagine di esso, ma solo l’altro lo può guardare. Cosa ne pensi?
  • Per te è la stessa cosa parlare con un tuo amico tramite un social network e fare la stessa cosa guardandolo i suoi occhi?

I Cammini di Francesco guardano uniti all’Europa”, (p. 10): diversi tratti del Cammino di Francesco stanno per essere riconosciuti come Itinerario Culturale Europeo. Si tratta di oltre 400 chilometri, intorno ai quali si snodano quei luoghi che hanno rappresentato le tappe fondamentali della vita del Poverello di Assisi e che hanno lasciato un’impronta indelebile di un tesoro che è patrimonio di tutta l’umanità.

Per riflettere:

  • A piedi. Non so se ami o meno passeggiare ma cosa si vede camminando che con altri mezzi di spostamento è impossibile vedere? È solo un vedere esteriore o anche interiore?
  • Quali sono i luoghi della vita di Francesco che ti colpiscono di più? Perché e cosa dicono alla tua storia?

Arriva al traguardo «Il villaggio dell’essere»

Il Villaggio dell’Essere è ormai pronto a portare in scena, dopo un anno di duro lavoro con i bambini e i ragazzi delle scuole, varie produzioni artistiche, musicali, grafiche, video, le quali pongono al centro i valori spirituali, storici, culturali, ambientali della realtà locale reatina. Il tutto è concentrato nelle mattinate dell’8 e del 9 maggio. Vi sarà anche allestita una mostra sotto gli archi del Vescovado.

Per riflettere:

  • Cosa ti rimane di questo anno di lavoro al “villaggio dell’essere”? Cosa ti porti a casa, quale insegnamento da custodire?
  • Villaggio dell’essere: che stano nome? Tu sai perché è stato chiamato così?

Un caffè. Teologico, grazie

  • La questione dell’esistenza o meno di Dio, il rapporto tra religione e laicità e tra famiglia e sessualità sono le tematiche con le quali a chiusura del Villaggio dell’Essere si apriranno gli incontri del Caffè Teologico presso l’Auditorium dei Poveri in via Garibaldi l’11, il 18 e il 25 maggio dalle ore 16 alle 17.30.

Per riflettere:

  • «Se anche la scienza trovasse risposta a tutte le questioni di cui si occupa, non sfiorerebbe nemmeno i problemi che affannano l’essere umano». Questa frase dello scienziato Wittgenstein a quali problemi allude, a cui la scienza non può dare risposta ma che sono fondamentali per tutti noi?

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