Frontiera n.10 / 2020

Quando finalmente saremo nella condizione di prima, nulla sarà più come prima. Ora che abitudini e modi di fare sono stati spazzati via, e che il motto Mors tua vita mea è stato capovolto in Vita tua vita mea, siamo nelle condizioni per ripensare il nostro futuro insieme. E non più da soli». Si conclude così il breve editoriale con cui il vescovo Pompili apre il numero 10 del settimanale diocesano Frontiera, giunto agli abbonati (poste permettendo) nei giorni scorsi.

Un numero particolare, dodici pagine tutte sull’emergenza in corso, riferendo anche di vita pastorale, familiare, associativa in questi giorni “sospesi”, nonché due riflessioni a firma di padre Mariano Pappalardo e don Lorenzo Blasetti. La sottolineatura di Pompili sul sentirsi quanto mai vicini lui l’ha voluta tradurre anche in un messaggio alla comunità bergamasca, duramente colpita dal virus. In una lettera al direttore dell’«Eco di Bergamo» – pubblicata giovedì sul quotidiano della diocesi orobica – il vescovo ricorda la grande solidarietà mostrata dai bergamaschi alla terra reatina ferita dal sisma: il legame partito con la presentazione del libro Gocce di memoria (raccolta dei profili biografici delle vittime del terremoto) in una scuola cattolica e poi proseguito con la visita di una delegazione di insegnanti e genitori ad Amatrice.

«Il ponte di vicinanza tra Bergamo e Rieti – scrive il presule – non si spezza, soprattutto oggi, che cambiano i punti di vista, e occorre stringersi, pur virtualmente, in un caldo abbraccio».

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