Frontiera 2012: rinnovamento e continuità

Un altro anno. Un’altra sfida. Dal sapore di scommessa, perché di questi tempi, quando c’è di mezzo l’editoria aleggia sempre quel sottile filo dell’incertezza a metà tra la progettazione e l’aspettativa. Anche Frontiera si trova ad affrontare i marosi di un anno che ha lasciato dei segni incontrovertibili, in campo nazionale, sotto forma di tariffe postali al rincaro o contributi statali al risparmio, e che non potevano non destabilizzare un po’ il mercato e costringere le testate ad individuare nuove strategie e spazi di crescita diversificati.

Il territorio di Rieti ormai sta cominciando a conoscere il suo giornale, grazie ad una graduale opera capillare di inserimento nel tessuto sociale, culturale e religioso della diocesi, spesso anche in maniera forte e decisa, come nella vicenda del presepe in Cattedrale, proprio per ribadire che un settimanale è lì in mezzo alla gente per confrontarsi su tutto e magari provare a spiegare che spesso si rischia di stare dietro a qualcosa che non è un problema, ma lo si fa diventare.

I problemi sono altri. Non certo un Bambino solo nella grotta venuto al mondo per sostenere i nostri destini. È quello un “non presepe”?

Ecco, stiamo cercando di far capire che dietro ogni gesto c’è una ragione, una motivazione profonda ed i lettori che non si accontentano dell’apparenza e delle risposte alla Torquemada dei maitre a penser, riescono a cogliere il senso di un rapporto destinato a crescere nel tempo, alimentato appunto da un dialogo serrato e serio che il giornale è in grado oggi di sviluppare. Perché ha nella sua redazione uomini e donne che vivono la realtà con piena coscienza, giudicandola senza remore o preconcetti, con il solo obiettivo di aderire sempre più al quotidiano, con passione e verità.

Per questo anche il nostro sito si sta trasformando in un’autentica agorà, una piazza di ritrovo per esprimere la propria opinione, ma anche con una capacità di ascolto tesa a favorire una migliore rilettura del fatto che ogni volta viene messo in vetrina.

I picchi di oltre mille e cinquecento visitatori al giorno che sempre più spesso Frontiera tocca on-line sono un dato impressionante che testimonia la voglia di esserci, di poter far sentire una voce che altrimenti rimarrebbe isolata o semplicemente afona. E proprio per questo, quindi per far sì che questa voce diventi pian piano un coro di voci di tutto il territorio che stiamo monitorando con molta attenzione il positivo trend del sito, cercando di coniugarlo con il cartaceo, ovvero con il giornale che ogni settimana trovate a casa, tramite l’abbonamento o in edicola o nelle parrocchie. E nella nuova sfida che lanciavamo in apertura, c’è anche lo sguardo al futuro, al cambiamento. Concreto, visibile, immediato. Ecco pronto in questo inizio 2012 un radicale restyling. Sì, una rivoluzione grafica ed un formato più accattivante per poter rendere Frontiera più fruibile, più vicina alle vostre esigenze, più attenta a cogliere quelle sfumature tecniche (non solo di pensiero) che ci permettono di avere sempre più una dignità professionale nel variegato panorama editoriale.

È una nuova «Frontiera» ma nel solco della continuità. Perché il rapporto con la gente possa crescere di più, appassionandosi anche a quei fogli di carta che restano un patrimonio prezioso per l’intero comprensorio reatino. Sono uno spazio di democrazia e di pluralismo informativo che va sostenuto e valorizzato. Con lo stesso entusiasmo e partecipazione del sito. In un contagio reciproco, in un travaso coinvolgente. Tra computer e carta.

One thought on “Frontiera 2012: rinnovamento e continuità”

  1. maria laura petrongari

    Ho già ricevuto i nuovi numeri del giornale.Mi piace anche la nuova versione. Mi sembra anche che la maggiore consistenza della carta e le ridotte dimensioni delle pagine renda possibile a chi ne abbia desiderio di realizzare la raccolta dei giornali rilegandoli con più facilità e poterli così meglio conservare in casa.Mi piacerebbe anche che fosse dedicato un piccolo riquadro per l’annuncio delle iniziative culturali(spettacoli ecc)in anticipo sull’evento in quanto sulla stampa vige la cattiva abitudine di annunciare convegni , concerti ecc. solo a cose fatte. Ciò è evidente non serve a chi avrebbe desiderato parteciparvi ma solo a far circolare nomi illustri , sponsor ecc.Così si favorirebbero quelle fasce sociali come gli anziani (emarginati nelle case e spesso soli, persone che lavorano ecc)ad organizzare in anticipo il proprio tempo.Non dimentichiamo infatti che il tempo è un fattore prezioso per la qualità della vita ed ha purtroppo un costo.
    Grazie per l’impegno etico che dispiegate per fare buona comunicazione la quale non può che essere al servizio della verità.
    Maria laura Petrongari

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