“Apri la pace”: tanta partecipazione alla festa dell’Acr diocesana

“Apri la pace”: questo lo slogan scelto dall’equipe diocesana Acr per la Festa della pace 2018. Un sabato pomeriggio speciale, quello che ha visto radunarsi nella parrocchia di Regina Pacis, assieme ai fanciulli dei vari gruppi dell’Azione Cattolica Ragazzi, anche le famiglie degli acierrini e gli adulti dell’associazione. Un appuntamento colorato dalla fantasia dei portachiavi realizzati dai ragazzi negli incontri del mese precedente alla festa, il cui ricavato sarà devoluto in favore degli allevatori del Progetto Illica-Terracino con cui l’Ac reatina sta sostenendo due aziende di allevatori presenti nei due paesi terremotati nello sforzo di ripartire.

Aderenti alle due delicate linee guida, quella riferita al tema della “Casa” e quella incentrata sul problema del bullismo, i portachiavi sono stati il frutto del lavoro di due percorsi. Il primo, per i più piccoli under 8, era incentrato sulla relazione familiare, estesa alla realtà della Case famiglia, con l’aiuto della psicologa Micaela Fabiani e di Giuliana Zaza, responsabile della Casa famiglia “Il Sole”. Alla festa l’attività si è costruita su una riflessione a misura di ragazzo, in una dimensione di gruppo, rispetto all’edificazione di una casa/relazione costruita sulla “roccia”, e quindi su Cristo, in grado di resistere al disordine del vento, all’irruenza del fiume e alla pesantezza della pioggia.

Il secondo percorso, rivolto ai ragazzi dai 9 anni in su, ha approfondito la complessità della relazione con l’altro, affrontando il tema del bullismo e in particolare del cyberbullismo, elaborato alla festa da due interlocutori esperti ed amici dell’Ac, Nazzareno e Francesco Di Vittorio, che con l’associazione di volontariato “Raggi di speranza” seguono proprio le problematiche legate all’uso sbagliato delle tecnologie da parte dei giovanissimi. Un fenomeno che tra i vari rischi, ha anche quello di poter veicolare atteggiamenti tendenti a bullizzare i compagni.

“Apri la Pace”, ossia “usa te stesso come chiave per crearla, per farla scattare”: questo il messaggio implicito della Festa, che ha visto una numerosa e coinvolta partecipazione da parte di genitori, ragazzi e adulti, presenti nel momento di preghiera iniziale, guidato dall’assistente diocesano Acr don Roberto D’Ammando, e nell’incontro di presentazione del Progetto Illica-Terracino, che ha interessato adulti e genitori mentre i ragazzi si dedicavano alle loro attività. In piedi da oltre un anno, il progetto vede l’associazione diocesana promuovere – canalizzando le offerte raccolte in diocesi come le tante giunte da diverse parti d’Italia e anche dall’estero – la solidarietà in favore di due realtà, presenti nelle due frazioni del comune di Accumoli, gravemente colpite dal sisma dell’agosto 2016, come hanno ricordato la presidente diocesana Silvia Di Donna e l’assistente unitario don Zdeneck Kopriva. In sintonia con tale impegno, la scelta di destinarvi il ricavato della vendita dei portachiavi effettuata durante l’incontro.

Forti e significative sono state, nel momento svolto con gli adulti, le poesie della sempre perseverante signora Sandra della Cooperativa Rinascita ‘78 di Illica e la testimonianza dei tenaci Anna Rita e Giorgio dell’azienda agricola Baiocchi di Terracino. Per chiunque lo desideri è possibile contribuire a tale iniziativa di solidarietà contattando l’Ac diocesana all’email azionecattolicarieti@tiscali.it.

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