Festa grande per don Luigi in San Domenico / LE FOTO

È stato festeggiato idealmente dalla città intera mons. Luigi Bardotti. Nel giorno di san Domenico, il sacerdote ha celebrato i 50 anni dall’ordinazione nella grande chiesa di piazza Beata Colomba, con una intensa messa di ringraziamento, splendidamente animata dalla Corale Aurora Salutis. Presenti nell’assemblea, oltre ai parrocchiani e ai rappresentanti delle tante realtà che don Luigi ha incrociato nel suo lungo sacerdozio, le autorità civili e i tre vescovi Domenico, Delio e Lorenzo. A tenere l’omelia è stato mons. Pompili, tratteggiando il ritratto di don Luigi e cogliendo in lui il segno di un uomo guidato dalla musica, cioè dalla bellezza, con lo sguardo di chi guarda alla dimensione verticale pur rimanendo ancorato a terra.

Un orizzonte entro cui sono cresciute le tante opere realizzate da mons. Bardotti: dai campi scuola di Villa Santa Anatolia, nei quali, ricorda il parroco di Santa Lucia, «sono passati 20.000 giovani», alla rinascita dell’Azione Cattolica, della quale è stato assistente unitario della Diocesi e anche a livello regionale. E ancora l’esperienza come vice parroco dell’indimenticato don Vincenzo Santori a Regina Pacis, quella di rettore del Seminario di Rieti, di direttore spirituale della comunità di Sacrofano Fraterna Domus, di assistente dell’Unitalsi, di parroco di Santa Lucia. Ed è in questa parrocchia a metà tra la Rieti storica e quella nuova di “Città giardino”, sentita come «madre e figlia», che don Luigi ha realizzato l’avventura del «bel San Domenico», restaurando e restituendo al culto la grande chiesa duecentesca alla vigilia del Giubileo del 2000, per poi dotarla di uno strumento musicale unico e maestoso: il Pontificio Organo Dom Bedos-Roubo.

E il suono potente dell’organo non ha mancato di rispondere anche questa volta al desiderio di infinito che anima don Luigi, che sentendo la sua voce “divina” sovrapporsi in armonica unione a quella umana del coro ha visto «il cielo aprirsi», quasi lasciando scorgere quello sfondo immutabile entro cui tutto accade, e che pure non riusciamo mai veramente a cogliere. Un luogo del quale mons. Bardotti riconosce l’eco, il richiamo, la forza. E verso il quale, in fondo, ogni prete è chiamato a guidare i suoi parrocchiani, ma sempre tenendo ben presente, oltre al punto di arrivo, quello partenza: la condizione materiale e le necessità concrete della propria, amatissima, gente.

Foto di Massimo Renzi.

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