Festa del Sole aperta dalla benedizione del vescovo: «ricaricare l’entusiasmo per guardare avanti» / LE FOTO

Si è svolta con una notevole presenza di pubblico l’edizione 2016 della Festa del Sole. Una manifestazione «popolare nel senso più nobile», per usare le parole del vescovo Domenico, perché in fondo esprime un legame fondamentale: quello della città con il fiume e le sue sponde, dalle quali Rieti ha tratto nei secoli vita, difesa, economia.

«Nella festa – ricorda mons. Pompili, chiamato ad aprire le gare con la benedizione – si intuisce una sintesi della città, dei suoi elementi costitutivi naturali e urbani».

Da un lato il Velino, con il suo ruolo nella piana e il Terminillo sullo sfondo; dall’altro i rioni cittadini, nominati dalle porte aperte nelle mura o dai santi. I ponti gettati sugli argini del fiume sembrano alludere alla ricucitura di questi diversi ambiti, al fatto che l’uomo ha bisogno sia della città e che della natura, della vita attiva ma anche della dimensione religiosa.

Un cerchio che può essere chiuso bene da san Francesco «autentica cifra spirituale del nostro contesto», da quest’anno evocato per dare nuova sostanza alla festa: «perché dell’acqua, del sole, della natura, ha saputo cogliere non solo la necessità materiale, ma anche i significati evangelici» ha spiegato don Domenico, che nella competizione tra i rioni ha subito colto «un aspetto dello stare insieme, un’appartenenza comune più profonda e originaria, grazie alla quale tutti insieme si può fare festa, che poi vuol dire tenersi stretti alla vita, confidare su chi ci è più vicino, ricaricare l’entusiasmo per guardare avanti».

Foto di Massimo Renzi.

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