Terremoto 2016

Farabollini: «Ricostruire bene è fare prevenzione. E per fare in fretta ci vuole collaborazione»

Guardando con gli occhi del geologo il tema di una ricostruzione partecipata, messo sul tavolo da Chiesa di Rieti e Libera in occasione dell’incontro “Vite sospese”, il Commissario straordinario alla Ricostruzione Farabollini ha voluto porre l’accento su prevenzione e rapporti istituzionali

È stato un importante segno di attenzione la presenza del Commissario straordinario alla Ricostruzione Piero Farabollini all’incontro “Vite sospese”, organizzato da Chiesa di Rieti e Libera per ragionare sulla ricostruzione post sisma in senso partecipativo.

«Le norme italiane ci imbrigliano o ci salvaguardano? Ci permettono di andare avanti e salvare vite umane a seguito di un evento catastrofico oppure blindano il processo di ricostruzione che ancora stenta a partire?» A partire da questo domane Farabollini ha spiegato che «in Italia ci troviamo in una situazione che non ha mai tenuto abbastanza conto di un fattore importantissimo: la prevenzione: non possiamo permetterci più di non imparare dal passato, né possiamo permettere che gli eventi sismici causino morti, dobbiamo realizzare un sistema di costruzione che resista alle scosse e ci consenta di convivere con il terremoto, proprio come accade in altri Paesi soggetti a territori ancora più sismici del nostro, come ad esempio Cile, Giappone o Perù».

Altri terremoti verranno, come sempre stato, come nel corso della natura e della conformazione terrestre, «eppure l’ottica è quella che non ci consente ancora di investire molto sulla prevenzione», afferma, da geologo, Farabollini: «dobbiamo andare nella direzione di garantire una ricostruzione sicura ma che segua le norme: come potete immaginare è un processo molto lungo e laborioso, che richiede coordinamento, collaborazione e ascolto del territorio, ma che non si riesce a fare in contemporanea con le moltissime richieste».

Come si può dunque velocizzare una ricostruzione così lenta? «La collaborazione da parte dei Comuni, delle Prefetture, delle Questure e delle istituzioni è fondamentale, la sinergia è l’unica cosa che può consentire una velocizzazione dei processi. Ed è ovvio che il Governo debba recepire le nostre proposte condividendone gli obiettivi. La ricostruzione deve essere veloce, sì. Ma soprattutto deve essere di qualità».

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