Torna in onda “X Factor”

Il programma torna in onda con la giuria rinnovata

Forse le audizioni sono la parte più spettacolare, perché più “genuina” – di qualunque talent show. E questo vale ancora di più per “X Factor” il prototipo contemporaneo per antonomasia dei “dilettanti allo sbaraglio” di antica memoria, ripartito nella sua edizione 2016. Le fasi del casting sono quelle che riservano le maggiori sorprese e anche, di fronte a certi casi di goffaggine troppo evidente, le sane risate del pubblico, spesso accompagnate o precedute dal severo commento dei giudici.
Insieme agli aspiranti talenti, ad attirare l’attenzione del pubblico è proprio la giuria, quest’anno composta dalla rediviva Arisa, dall’onnipresente Fedez, da Manuel Agnelli (leader degli Afterhours) e da Alvaro Soler, caro ai più giovani per un paio di tormentoni tipicamente estivi. Gli ultimi due sono meno noti al pubblico generalista, ma completano un quartetto composto interamente da cantanti.
Televisivamente parlando, la fase delle audizioni in onda nelle prime puntate ha un impatto ben diverso da quello dei “live” in cui i prescelti si esibiscono a eliminazione fino alla vittoria finale. Molta parte dell’efficacia delle prove per il casting è affidata al montaggio di una regia che riesce a cogliere i dettagli più curiosi o più emotivamente impattanti, giocando spesso anche sul ritmo del racconto.
I quattro giudicanti ci mettono molto del loro: Arisa, uscita dal programma dopo qualche screzio di troppo con Simona Ventura in un’edizione passata, sembra ora a suo agio e può portare in scena una indubbia capacità canora insieme a una spontaneità prorompente e a momenti in cui sembra prendersi benevolmente gioco di se stessa. Fedez – unico superstite dell’edizione scorsa – interpreta il personaggio di se stesso, rapper “ruvido” che le canta a tutti senza sconti, e mantiene una forza di impatto sui più giovani anche grazie al look trasgressivo a base di tatuaggi.
I due nuovi entrati – a livello di presenza scenica – uno l’opposto dell’altro: Manuel Agnelli, il cui inserimento aveva provocato più di qualche dubbio fra i critici di settore, al primo impatto è riuscito a calarsi nei panni del “cattivo” (in ogni giuria ci vuole, per mettere un po’ di pepe nelle votazioni) e a rendersi così immediatamente riconoscibile. Meno incisivo è parso Soler, con la sua aria da ragazzino sorridente e spensierato ancora un po’ troppo timido all’apparenza.
Sul palco, il presentatore confermato Alessandro Cattelan è ormai una sicurezza e riesce a muoversi agevolmente fra le incertezze dei concorrenti e i personalismi dei quattro giudici. La prova di un mix riuscito è negli ascolti della puntata d’esordio, che ha fatto registrare un record con uno share su Sky Uno del 4,27% e un picco del 5% verso le 23. Dati che, nonostante la presenza nel palinsesto serale della tv satellitare anche delle partite di Europa League di Inter e Fiorentina, sono stati migliori di quelli del debutto dello scorso anno. L’ormai costante interazione fra trasmissioni e social network ha fatto il resto, con una “conversazione” sul talent show che nell’intera giornata di messa in onda della prima puntata ha coinvolto più di 80mila utenti italiani di Facebook e Twitter, per un totale di oltre 170mila interazioni. Anche questi sono numeri che tornano a vantaggio della rete nella vendita degli spazi pubblicitari agli inserzionisti.

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