Ex Snia, ecco le idee giovani

Al “Moderno” presentato il progetto con il vice ministro De Vincenti per il bando internazionale sulla dismessa fabbrica reatina elaborato da «Antenna Rena».

Platea del “Moderno” gremita, l’altra settimana a Rieti, per la presentazione del bando internazionale Next ex Snia Viscosa da parte di Antenna Rena, rivolto alla selezione dei migliori professionisti del settore progettuale chiamati a trascorrere due settimane in città per suggerire, secondo una prospettiva innovativa di sviluppo, cosa fare dell’area della storica fabbrica di rayon e fiocco, voluta da Mussolini e costruita da Alberto Fassini in viale Maraini, ora in disuso.

La considerazione avanzata dall’ampia assemblea è stata unanime. Si è espressa nell’auspicare l’ingresso di una nuova generazione di giovani reatini nel settore delle attività politiche e pubbliche: quella degli habitué dei corsi Erasmus e delle università di prestigio, dei master italiani ed europei, valorizzata dal presidente Matteo Renzi e da lui sparsa, qua e là, nei ministeri e nelle istituzioni del Paese, per salare e rinnovare quelle vetuste e inefficienti realtà burocratiche.

Cosicché il reatino Alessandro Fusacchia, uno di Erasmus e artefice di Antenna Rena e del progetto Next Ex Snia Viscosa, è stato dirottato al Miur con l’obiettivo di innovarlo, per poi cercare di ammodernare anche la scuola italiana. Si dirà: finalmente! Era ora che ci si servisse di questi ragazzi in possesso di lauree magistrali e di Phd, spazzando via gli improvvisatori, perché almeno due o tre generazioni di pasticcioni si sono alternate qui da noi senza che nell’economia e nella politica combinassero un granché, tanto che la decadenza e il disdoro in cui è precipitata l’antica capitale della Sabina si misurano in milioni di antichissimi cubiti, della lunghezza dell’avambraccio, moltiplicata per milioni di volte, di sotto e di sopra, così da ricavarne un enorme fossato in cui Rieti è piombata ormai da anni.

La speranza è che con Next ex Snia Viscosa si riesca a riportarla in superficie e poi si proceda a ricostruirla ed innovarla. Nella serata svolta nella sala grande del multisala “Moderno” quelli di questi giovani che si sono stretti attorno ad Alessandro Festuccia, capo di gabinetto del ministro Giannini, hanno dimostrato di disquisire a braccio, in lingua, in inglese, francese e in tedesco, illustrando il loro progetto attraverso studi e video, innervandovi la presenza e l’autorevolezza del vice ministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, e di Alessandro Profumo, presidente di Montepaschi Siena, proprietario dell’ex Snia, seduti in prima fila, due personalità che stanno dietro al progetto di cui è parte anche Simone Petrangeli, giovane sindaco di Rieti, che, se andrà in porto, ne avrà a godere non pochi sostegni.

Alessandro Fusacchia è nato e cresciuto a Rieti fino alla maturità scientifica e ora vi è tornato per guidare, come fosse un capo dei pompieri, il salvataggio dell’umbilicus Italiæ da un annegamento che sarebbe stato oramai certo. Sul suo curriculum si narra che si è laureato a Gorizia, poi è volato in giro per l’Europa, a Bruxelles dove ha scritto anche romanzi (Niente di personale e Avvistamento di pesci rossi in Danimarca) e per il mondo, con l’obiettivo di sfruttare il bel cervello che Dio gli ha donato e la concretezza che gli deriva dall’essere stato educato nella Piana reatina, in via di Pratolungo, nel podere del nonno detto Massimino, in quel casale somigliante a un fortilizio messicano dove il primo presidente italiano della Cee Franco Maria Malfatti cenava, la sera del venerdì di chiusura di ogni campagna elettorale, assieme ai suoi, dopo l’affollatissimo comizio in piazza, con accanto un glorificato per tanto onore e soddisfatto Massimino, reo dell’assassinio, il giorno precedente, di una cinquantina di pollastri ruspanti immolati sull’altare dell’amicizia e serviti per la grande cena che anticipava la certa rielezione di Malfatti, artefice della moderna industrializzazione del Reatino.

Il destino bussava alle porte e nonno Massimo, allevatore di bovini pregiati, si sentiva in qualche modo, partecipe di quell’innovamento del ’70. Dopo la sortita da quel fortilizio, indirizzato da suo padre Renzo, tecnico alla Texas Instruments, ora Alessandro tenta di partecipare, in modo tutto nuovo, al recupero della Snia Viscosa e dei suoi 32 ettari di terreno, dove all’inizio, nel 1927, trovarono lavoro 3.300 operai, anche suoi parenti, interrogando il mondo dell’innovazione, attraverso il bando di Rena per conoscere come le menti giovani, e cioè i cervelli di Erasmus, intenderanno suggerire cosa fare in quei luoghi storici del lavoro reatino.

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