Ex Snia, “Noi Dem”: «comportamento contraddittorio di Sindaco e dell’Assessore all’Urbanistica»

«Siamo stati positivamente colpiti dalla grande attenzione riservata al recupero dell’area ex Snia Viscosa da personaggi di levatura nazionale, quali il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, l’ex ministro Fabrizio Barca e, soprattutto, Alessandro Profumo, Presidente del Monte dei Paschi di Siena, la banca proprietaria dell’area».

È quanto si legge in un comunicato stampa del Gruppo di lavoro ambiente e territorio “Noi Dem” Rieti.

 

«Riteniamo utile ricordare – prosegue la nota – che la precedente Amministrazione comunale, dopo un articolato confronto con la città, caratterizzato dai contributi venuti da tutte le forze rappresentative del territorio (Sindacati, Camera di Commercio, Associazione degli industriali, Federlazio, Consiglio dei giovani, Consigli di circoscrizione, Consorzio universitario, Dirigenti scolastici, Ordini professionali), elaborò un piano programma di intervento nelle aree ex industriali e deliberò un bando pubblico, che il Consiglio Comunale approvò a larghissima maggioranza, nel lontano 26 aprile 2011. Il bando prevedeva che il recupero delle tre aree (ex zuccherificio – ex Montedison – ex Snia Viscosa), con relativa bonifica delle stesse in tabella A, fosse pianificato in un unicum progettuale».

«Preso atto di un certo silenzio istituzionale e dell’evidente disattenzione verso una reale partecipazione della collettività – sottolineano da “Noi Dem” Rieti – all’improvviso, veniamo a sapere, informalmente, che la Giunta sta da qualche tempo lavorando a “fari spenti”. Riteniamo che i cittadini abbiano diritto di sapere e di non essere costretti a lavorare di fantasia sulla base di semplici congetture, provocate, magari, da notizie filtrate dalle riservate stanze dei Palazzi di città, attraversate spesso da autorevoli consulenti. Per questo, invitiamo il Sindaco a rispettare il Codice della Strada e a riaccendere immediatamente i fari, per non doverci trovare tutti a ridosso di una pericolosa curva o strettoia».

«A conforto dei nostri timori – aggiunge la nota – constatiamo, infatti, un comportamento contraddittorio, almeno, del Sindaco e dell’Assessore all’Urbanistica, poiché, mentre comunicano all’opinione pubblica i continui solleciti per una risposta della Commissione sull’esame delle soluzioni inoltrate, come previsto dal menzionato Bando Pubblico, per la sistemazione delle aree ex industriali, sembrerebbe che intrattengano con alcuni privati uno “strano” rapporto riservato. Forse, si cerca di individuare proposte e percorsi alternativi?»

«Sia chiaro, la cosa non ci scandalizza! Questo atteggiamento, se rispondente al vero, genera qualche riflessione, proprio in riferimento al citato Bando Pubblico, perché le proposte predisposte con il supporto delle migliori intelligenze locali e nazionali, e verificate con qualificati partner europei per una disamina costruttiva e trasparente, dovrebbero necessariamente essere contestualizzate con il resto del territorio e, quindi, calate nell’ampio scenario di riferimento che uno strumento generale può garantire».

«Una visione più ampia delle necessità del territorio, per esempio, potrebbe offrire lo spunto per approntare più proposte, attraverso le quali intercettare finanziamenti pubblici con cui realizzare infrastrutture e interventi capaci di far ripartire l’economia e lo sviluppo locale, con un progetto complessivo e non parziale. In questo modo, siamo certi che le attenzioni e le sensibilità espresse da blasonati interlocutori a proposito dell’area ex SNIA potrebbero essere estese anche ad altre aree» aggiungono ancora da “Noi Dem”, ricordando che «il P.R.G. è stato approvato recentemente e, qualora le scelte in esso contenute non fossero adeguate o condivise, si dovrebbe procedere all’adozione di un nuovo Piano, peraltro imposto dalle vigenti disposizioni normative, ritenute, però, apparentemente, un optional dalla Giunta, che interviene in maniera episodica ed estemporanea».

«I nostri timori – insistono da “Noi Dem” – si acuiscono ancor di più quando pensiamo che le circostanze potrebbero ridurre questa operazione a “tanto Pro-fumo e poco arrosto” , dando soddisfazione, forse, alle velleità di qualche personaggio ben introdotto e limitando il tutto ad una semplice speculazione che avrebbe, però, l’effetto di vincolare irreversibilmente un’area determinante nel processo di trasformazione del modello di città che si vuole realizzare. È bene chiarire, comunque, che tutto l’iter finora seguito, pur con le osservazioni da noi evidenziate, potrebbe essere condiviso qualora prendesse in considerazione tutte e tre le aree ex industriali, contestualizzando la proposta nel più vasto perimetro urbano, ma, soprattutto, non scartando a priori alcuni spunti indicati nei Print proposti da altri partecipanti al bando».

Da “Noi Dem” si dicono «convinti dell’utilità di ogni iniziativa che tenda a “fare”, non possiamo esimerci dallo stigmatizzare l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale, che sembra rinunciare al proprio ruolo politico/istituzionale, che coniuga prerogative e doveri, per concedere ad una élite di privati, concentrata sulle proprie priorità, decisioni che incidono, invece, su tutto il nostro tessuto socio-economico».

«Nella circostanza – conclude il comunicato – cresce il dubbio che il progetto di recupero dell’area ex Snia abbia lo scopo principale di intercettare fondi europei solo per ammortizzare i costi della sua parziale bonifica, necessaria per renderla commercialmente agibile».

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