Associazioni

«Essere pietre vive»: inaugurata la nuova sede del centro diocesano di Azione Cattolica

I locali di Palazzo Quintarelli in via Cintia si vanno configurando come sedi di alcune realtà associative diocesane. Lo scorso venerdì è stata la volta dell'Azione Cattolica, che ha trovato una nuova sede per portare avanti le proprie attività

Essere “pietre vive” significa andare al di là delle pietre materiali, e prodigarsi a costruire qualcosa che è fatto di impegno, di anima, di zelo per il regno di Dio. Così don Zdenek Kopriva parlando agli intervenuti all’inaugurazione della nuova sede dell’Azione Cattolica reatina, ha commentato il passo biblico della Prima Lettera di Pietro, appena proclamato.

Però, ha aggiunto l’assistente diocesano dell’AC, anche le pietre materiali in qualche modo hanno qualcosa da dire. “Parlava” la sede lasciata, la storica Sala San Nicola dell’episcopio. A progettarla era stato Zaccaria Negroni, uno dei servi di Dio legati all’associazione e stretto collaboratore del venerabile Massimo Rinaldi (che a Rieti fu il vero diffusore dell’Azione Cattolica) il quale indirizzò le attività giovanili in quel locale che sarebbe divenuto in seguito il punto di riferimento per la Giac. E “parla” lo stesso Palazzo Quintarelli: ai tempi del “santo” vescovo reatino, vi si ritrovavano gli aspiranti, la cui sede, durante gli incresciosi fatti del 1931 che opposero l’AC al regime in tutt’Italia, venne assaltata da squadracce fasciste. Per dire di una storia significativa che affonda nell’impegno di tante persone, che nella “singolare forma di ministerialità laicale” dell’Azione Cattolica, nel corso degli anni, hanno creduto.

Una storia che ha visto lo zelo di tanti testimoni, alcuni ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa come modelli per il popolo credente e invocati nel canto delle Litanie dei santi che ha accompagnato la breve processione all’inizio del particolare incontro di preghiera con cui si è voluto celebrare il 97° “compleanno” dell’AC reatina.

La celebrazione dell’anniversario della presenza dell’associazione in diocesi (in memoria di quel 13 luglio 1921 in cui venne creato il primo nucleo di AC a Rieti) si è dunque svolto prendendo ufficialmente possesso dei locali che la Curia ha assegnato all’Azione Cattolica come nuovo centro diocesano, al primo piano del palazzo dinanzi al vescovado che monsignor Bonaventura Quintarelli lasciò in eredità alla Chiesa locale di cui era stato pastore.

Il piccolo rito inaugurale ha preso il via all’esterno della Cattedrale, attorno al monumento bronzeo a san Francesco, voluto proprio dal venerabile Rinaldi: «Radunati presso l’immagine raffigurante il santo patrono d’Italia e della nostra associazione, Francesco d’Assisi, faro spirituale della nostra terra reatina, ci disponiamo a vivere il nostro momento di preghiera e di comunione, facendo memoria grata di quanti, 97 anni fa, in questo giorno diedero vita alla presenza di Azione Cattolica nella nostra diocesi e chiedendo al Signore, attraverso la benedizione sui nuovi locali della nostra associazione, di benedire e sostenere il cammino e l’impegno di tutti i nostri gruppi», le parole del sacerdote prima della processione guidata dalla croce, copia del Crocifisso di San Damiano, caro al Poverello d’Assisi.

Un percorso concluso nel cortile interno di Palazzo Quintarelli, dove la presidente diocesana Silvia Di Donna – assieme ad alcuni suoi predecessori Fabio De Angelis, Licia Carnicelli Alonzi e Alessio Valloni, e agli assistenti diocesani – ha scoperto la targa marmorea che indica la nuova sede.

Il momento di preghiera è proseguito con l’ingresso nella sala interna, con la lettura di alcuni testi significativi – del Concilio, dello Statuto, del presidente della rinnovata AC postconciliare Vittorio Bachelet e della Evangelii gaudium di papa Francesco – a fare da apripista all’ascolto della Parola di Dio e alla breve omelia di don Kopriva.

Dopo le preghiere dei fedeli pronunciate da un acierrino, un giovanissimo, un giovane, un genitore e un adulto “veterano”, il rito di benedizione della nuova sede, seguito dalla collocazione, nella nicchia che domina la sala riunioni, dell’immagine di Maria e la preghiera a lei rivolta con le parole poste a chiusura della Evangelii gaudium.

Al termine, il pensiero augurale, a nome del clero diocesano lo ha rivolto a tutti don Lorenzo Blasetti, vicario della zona pastorale di Rieti città, dove maggiormente si concentrano le presenze di gruppi di Azione Cattolica. La conclusione ha visto un breve ringraziamento da parte della presidente Di Donna.

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