Chiesa di Rieti

Emozioni e gioia a Petrella Salto: un altro passo verso il ministero pastorale per Marcello Imparato

Il santuario di Santa Maria Apparì di Petrella Salto ha fatto da cornice al sacramento della confermazione per tre giovani del posto, e a quello del ministero del lettorato per il seminarista Marcello Imparato

Doppia festa a Petrella Salto. In un primo maggio un po’ uggioso, non sono mancati di certo i momenti di gioia e comunione fraterna. Il santuario di Santa Maria Apparì, tempio mariano del Cicolano che celebra l’apparizione della Vergine alla piccola Persiana Faina, ha fatto da cornice al sacramento della confermazione per tre giovani del posto: Mattia Cipriani, Francesco Miarelli e Nicole Parente, e a quello del ministero del lettorato per il seminarista Marcello Imparato.

La scelta del luogo non è peregrina. È lì infatti, nella piccola comunità di Petrella Salto incastonata nel verde della Valle del Salto, che il parroco don Felice Battistini individuò e seppe alimentare la vocazione di Marcello, allora impegnato nel suo lavoro di farmacista del paese.

Un mestiere portato avanti con «fantasia, creatività e sapendo sempre adottare nuove forme di avvicinamento alle persone», ha ricordato il vescovo Domenico. «Le stesse forme di fantasia che serviranno nel percorso che ti stai accingendo a fare: nel cammino che ti porterà al ministero pastorale occorrerà individuare attraverso la parola del Signore modi sempre nuovi e diversi per raggiungere il cuore delle persone ed acquistare la loro fiducia, proprio come facevi neltuo lavoro in farmacia».

Una sorta di «creatività relazionale di tipo artigianale» quella richiamata da monsignor Pompili, legata al primo maggio, giorno in cui si celebra san Giuseppe lavoratore e artigiano. «San Giuseppe fu colui che introdusse Gesù alla vita, e lo fece nella sua bottega di falegname. Giuseppe è stato certamente decisivo per la formazione di suo figlio, e lo è stato proprio per il suo essere artigiano: una dimensione, quella artigianale, che in un’epoca in cui prevalgono le cose tecnologiche e digitali dobbiamo assolutamente e fortemente riscoprire».

«Nel Vangelo Gesù è identificato come il figlio del falegname quasi con una punta di disprezzo: invece è proprio quell’artigianalità, dunque la dimensione umana, che ha formato la sua esistenza», ha detto il vescovo rivolgendosi ai cresimandi e a Marcello. «Dunque, occorre mettere insieme mente e volontà, ma anche cuore, perchè è il cuore che mette insieme mente e volontà».

Durante la celebrazione, dopo i riti di confermazione per i tre cresimandi, Marcello Imparato ha ricevuto dal vescovo il libro che simboleggia il ministero, accompagnato nella giornata di festa da alcuni colleghi seminaristi arrivati da Assisi, dai suoi familiari giunti da Napoli, da don Felice Battisini e da una parte della comunità di Vazia con in capo il parroco don Zdenek Kopriva, parrocchia reatina dove Marcello svolge oggi il suo servizio.

A seguire, emozioni, abbracci e un pranzo tutti insieme sulle rive del lago per condividere la gioia di un momento di festa.

Foto di Roberto Fornara.

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