Elezioni 2018: Rieti guarda a destra, ma in Regione conferma Zingaretti

L’esito delle elezioni politiche ha visto Rieti sostanzialmente allineata al resto di Italia, con la vittoria del Movimento 5 Stelle e la Lega che supera nella preferenza degli elettori gli alleati di Forza Italia. Ora si apre una stagione difficile, che richiederà l’abbandono del radicalismo per dare al Paese un Governo. Esito in controtendenza per le elezioni regionali, che vedono il presidente uscente Zingaretti confermare il suo mandato, anche grazie ai voti dei reatini

È un Paese che ha voglia di cambiare la sua classe dirigente quello emerso dalle urne del 4 marzo. Due i partiti che hanno vinto: il Movimento 5 Stelle, che si posiziona completamente al di fuori delle filiere tradizionali, e la Lega, che raccoglie un inedito successo di dimensioni nazionali. Una scelta che denota un desiderio di cambiare così forte che predispone anche a correre il rischio di qualche avventura. A dispetto dei timori per l’astensione, anche la partecipazione al voto è stata molto alta, forse proprio perché c’è stata negli elettori la percezione di essere a un giro di boa storico, che ha mobilitato sia coloro che volevano un cambiamento, sia quelli che invece lo temevano.

Il risultato dei reatini

L’esito non era del tutto inaspettato: anche a Rieti, la piazza piena fatta registrare dal pentastellato Di Battista e la sala altrettanto colma ottenuta da Matteo Salvini erano in linea con quello che i sondaggi indicavano da mesi. Il terremoto politico si è realizzato perché sono state superate alcune importanti soglie psicologiche. Per i Cinquestelle la soglia è stata quella del 30% dei voti. Per la Lega, quella di aver superato Berlusconi. E per il Pd, la perdita della capacità di essere una delle componenti che dà le carte.

Rieti vede eletto al collegio uninominale della Camera il sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini, candidato del centrodestra, che supera il candidato del Movimento 5 Stelle, Maurizio Angeloni, e Paolo Anibaldi, candidato del centrosinistra finito terzo nella sfida. Ce la fa anche Fabio Melilli, che da segretario regionale rientra come capolista del Partito Democratico nel collegio plurinominale della Camera.

A segnare il risultato di Trancassini c’è il boom della Lega, che diventa primo partito del centrodestra nel collegio reatino ottenendo quasi il 18% dei consensi, lasciandosi alle spalle Forza Italia con il 12,5% e Fratelli d’Italia attorno all’8. Ma sebbene non manchino spinte all’esportazione della lotta senza quartiere nei confronti dell’immigrazione irregolare, per il deputato la vittoria sembra avere il sapore di una rivincita di territori problematici, con la loro voglia di non arrendersi le difficoltà, ma di rilanciare, invertire la rotta, tentare nuovi approcci. Non a caso Trancassini ha annunciato che rimarrà sindaco di Leonessa, pur dovendo rappresentare in Parlamento un territorio molto più grande.

Un destino che l’accomuna con l’altro deputato reatino, il pentastellato Gabriele Lorenzoni. Trascinato dal 32% di voti ottenuti dal Movimento 5 Stelle, sarà di riferimento per un collegio plurinominale molto più grande della nostra area, comprendendo Rieti e la Sabina, ma anche il Viterbo e Civitavecchia. Il trentenne, laureato in ingegneria gestionale, trasferitosi a Milano per lavoro è da anni attivista del Movimento 5 Stelle. «In un certo senso ce lo aspettavamo: dove si lavora bene, alla fine si raccolgono sempre i risultati», ha scritto su Facebook attendendo il risultato definitivo e annunciando la volontà di voler essere il «fulcro di una squadra di lavoro a tutela di ogni interesse pubblico da difendere o portare avanti per il territorio e la cittadinanza».

Da parte sua, Fabio Melilli, dai microfoni di Radiomondo, mette in sordina il risultato personale per concentrare l’attenzione su una «sconfitta indiscutibile», che non solo vede il Pd in una fase molto critica, ma annuncia una stagione parlamentare difficile con il timore che possa avere ripercussioni sul territorio. «Abbiamo impostato il lavoro sulla Salaria e sulla ferrovia, non rimane che pungolare il Governo per superare la burocrazia», aggiunge, guardando alla saggezza del Presidente della Repubblica per quando riguarda il prossimo governo.

Ma molto dipenderà ovviamente dalle strategie dei partiti che hanno vinto le elezioni. I nuovi spazi politici sono tutti da verificare: la condizione per costruire qualcosa di valido sta nella capacità di mediare e per fare questo, tanto il Movimento 5 Stelle, quanto la Lega dovranno rinunciare ai toni più duri e alle proposte meno condivisibili.

In Regione

Pur soffrendo della tendenza generale nel Paese, è invece comunque in controtendenza il risultato delle elezioni regionali, che dopo i momenti di incertezza e le altalene nella fase degli scrutini vedono confermato il Nicola Zingaretti. Per Zingaretti la percentuale si attesta attorno al 33%, con il candidato di centrodestra Stefano Parisi poco sopra il 31% e la Cinquestelle Roberta Lombardi prossima al 27%. Lo scarpone di Sergio Pirozzi si ferma a un passo dal 5%, ma facendo registrare il 15% circa di preferenze nel reatino. Degli altri candidati reatini sono notevoli i risultati ottenuti dall’uscente assessore regionale Fabio Refrigeri, che conta 4.517 preferenze, e dall’ex sindaco di Rieti Simone Petrangeli, che fa anche meglio raccogliendo 4.669 voti. Un successo che tra parentesi lo vede vincere quasi 7 a 0 la sfida che gli aveva lanciato l’ex comandante della Polizia Municipale Enrico Aragona.

Nonostante la vittoria in controtendenza sul nazionale, anche in Regione si apre però una stagione complicata. Il risultato di Nicola Zingaretti è positivo, ma non dà certezza di stabilità: la nuova legge elettorale regionale del 2017, infatti, assegna l’8o% dei seggi (40) con il sistema proporzionale e il 20% (10 seggi) come premio di maggioranza al vincitore. Per arrivare ad avere i numeri che danno stabilità sarebbe necessario rastrellare almeno il 36% delle preferenze: una condizione che non si è verificata. A ben vedere, infatti, solo a Roma e a Rieti la coalizione di centro sinistra supera la soglia del 30% dell’elettorato, facendo registrare rispettivamente il 34,6% e il 31,7%. Nelle altre province la scelta è stata più allineata al panorama nazionale, con il centro destra di Stefano Parisi al primo posto con percentuali che vanno dal 40,4% di Latina al 35,8% di Frosinone e al 34,2% di Viterbo. Uno scenario in cui la disponibilità di un numero di consiglieri sufficienti per governare potrebbe passare da un accordo ancora tutto da immaginare.

Elezioni Consiglio Regione Lazio – Dati definitivi

Nicola Zingaretti – 27.923 – 31,73%

PD – 14.496 – 20,94%

Refrigeri Fabio – 4.517
Pariboni Emanuela – 1.427

Lista Civica Zingaretti Presidente – 6.161 – 8.90%

Petrangeli Simone – 4.669
Pitoni Maria Rita – 719

Liberi e Uguali – 1.938 – 2,80%

Giocondi Roberto – 445
Moretti Mabel – 374

Italia Europa Insieme – 938 – 1,35%

Salvati Fabrizio – 402
Angelini Erica – 115

+ Per l’Europa – 753 – 1,08%

Giordani Marco – 75
Cerboni Giada – 30

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Parisi Stefano – 22.749 – 25,85%

Forza Italia – 7.940 – 11,47%

Nicolai Michele Pasquale – 1.404
Guadagnoli Emiliana – 234

Lega – 7.777 – 11,23%

Pezone Maria Elisa – 435
Ucci Eliseo – 95

Fratelli d’Italia – 3.710 – 5,36%

Carrozzoni Matteo – 484
Federici Pierina – 227

Noi con l’Italia – 1.394 – 2,01%

Aragona Enrico – 715
Rossi Serena – 25

Energie per l’Italia – 603 – 0,87%

Paolucci Federica detta Nanina – 107
Giuliano Roberto Francesco – 26

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Lombardi Roberta – 19.562 – 22,23%

Movimento 5 Stelle – 12.797 – 18,49%

Loreti Emanuele – 1.003
Rubini Maria Letizia – 877

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Pirozzi Sergio – 13.422 – 15,25%

Pirozzi Presidente – 7.150 – 10,33%

Ranieri Cristiano – 485
Polidori Maria Luisa – 423

Lista Nathan – 66 – 0,09%

Bergamante Celestino detto Tino – 12

Guerci Carla – 1

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Antonini Mauro – 2.520 – 2,86%

CasaPound Italia – 2.102 – 3,03%

Rositani Giovanni – 1.195
Fofi Gloria – 385

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Canitano Elisabetta – 1.066 – 1,21%

Potere al Popolo – 832 – 1,20%

Scarinci Enrico – 213
Righi Loredana – 107

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Rosati Stefano – 396 – 0,45%

Riconquistare l’Italia – 280 – 0,40%

Carotti Nicoletta – 45
Rosati Stefano – 39

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Touadi Jean Leonard – 194 – 0,22%

Civica Popolare Lorenzin – 262 – 0,37%

Di Vittorio Fabrizio – 158
Colagrossi Rossella – 38

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Azzaro Giovanni Paolo – 143 – 0,16%

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