È davvero perfetto lo scherzo?

La trasmissione di Italia 1 cerca di rilanciare il genere delle burle in tv in versione “talent”

Per essere “perfetto” – non certo in senso assoluto, ma nel significato di ben riuscito – uno scherzo deve far ridere chi lo fa, chi lo subisce e chi lo vede. Altrimenti si tratta di una presa in giro o di un dispetto, tanto più grave se reso pubblico. Chissà se il confine è chiaro a Teo Mammucari e agli autori de “Lo scherzo perfetto” (Italia 1, giovedì 21.10), programma che prova a rilanciare la lunga tradizione dello scherzo in televisione, che negli anni scorsi ha avuto una certa fortuna in proposte come “Scherzi a parte” e simili.
La novità è rappresentata dal fatto che si tratta di un talent show, ovvero di un programma alla ricerca di un talento: quello del perfetto “scherzatore” – In ciascuna delle prime cinque puntate la giuria – composta da Gene Gnocchi, affiancato di volta in volta da una presenza femminile – seleziona i due concorrenti migliori e nell’ultima puntata i dieci vincitori intermedi si contendono la vittoria finale. Ciascun concorrente propone un video in cui prova a realizzare lo scherzo perfetto, con tanto di sceneggiatura e con l’ausilio di una troupe e telecamere nascoste a propria disposizione.
Si diceva del senso del limite, necessario per uno scherzo ben riuscito. Ebbene, in questa fase di continui eccessi televisivi, anche nel programma di Mammucari non è mancata una situazione critica, quando nella puntata di giovedì 23 marzo i concorrenti Salvo e Michele hanno proposto a G. uno scherzo alquanto forte, suscitando nella loro vittima una reazione decisamente violenta e pericolosa.
I due hanno fatto credere all’amico di aver vinto più di 78 milioni di euro con la schedina dell’enalotto, avendo indovinato tutti e sei i numeri dell’estrazione. Ma chi era stato incaricato di effettuare la giocata non rientrava più e a quel punto G. – sempre più nervoso – ha cominciato a incalzare e minacciare i due, con spinte e bloccaggi vari, fino a recarsi in cucina per prendere in mano un grosso coltello e avvicinarsi minacciosamente. A quel punto ai due aspiranti “scherzatori” non è rimasto altro da fare che rivelare la burla.
Il pubblico ha mostrato di non gradire affatto la messa in onda di questo scherzo, che si è concluso in maniera così drammatica e assolutamente “fuori luogo”, generando negli spettatori un sentimento ben lontano da quello che dovrebbe accompagnare una burla ben riuscita. Sarebbe stato opportuno non trasmetterlo, ma forse è chiedere troppo a un conduttore e a una trasmissione che fin dall’inizio hanno mostrato di non voler rinunciare ai toni sopra le righe. Lo ha chiarito subito la prima puntata, in cui la protagonista di uno scherzo ha voluto far credere all’amica di aver avuto un incontro galante con il suo fidanzato e questo ha provocato una lite che è quasi degenerata in rissa, con tanto di immagini “osé”.
In un clima come questo Mammucari – che conduce anche “Le Iene” insieme a Ilary Blasi – sembra trovarsi a proprio agio e sfodera il suo ormai noto sarcasmo insieme alla tendenza alla provocazione che ne ha in buona parte decretato il successo televisivo. Dietro le quinte è evidente la sapiente mano di Marco Balestri, fra i primi autori di scherzi sul piccolo schermo, a cui è stato affidato il compito di selezionare i concorrenti. La nota più “normale” – se così si può dire – è rappresentata da Gene Gnocchi, immerso nella parte del presidente della giuria e camaleontico nel presentarsi talvolta appositamente agghindato per imitare qualcun altro (ben riuscite le sue parodie di Manuel Agnelli).

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