Due chiacchiere con il Sindaco

Simone Petrangeli

Abbiamo chiesto al sindaco di Rieti un bilancio del suo mandato ad un anno dalle consultazioni primarie che lo hanno scelto quale candidato per il centro sinistra, guardando al traguardo dei primi 12 mesi della Giunta.

La tua elezione a primo cittadino è avvenuta sull’onda di un grande entusiasmo e di una decisa voglia di cambiamento. A distanza di quasi un anno possiamo tracciare un primo bilancio?

Le mie sono le sensazioni di chi sta mettendo tutto se stesso in questa impresa politica. Abbiamo trovato una amministrazione allo sbando, disorganizzata, appesantita da un sistema di corruttela esagerato, oggi oggetto anche di inchieste giudiziarie. Il Comune era compromesso soprattutto dal punto di vista economico. Abbiamo dovuto prendere da subito provvedimenti per evitare un dissesto che non è ancora scongiurato. Abbiamo tagliato i costi della politica e della gestione dell’ente, e avviato un’indagine per stabilire la reale situazione finanziaria. Stiamo facendo ogni sforzo per ripristinare la legalità nella gestione amministrativa. Troppo spesso in passato venivano presi provvedimenti illegittimi. Cerchiamo di seguire binari di trasparenza, legalità e partecipazione. Credo che i primi risultati si riescano a intravedere, nonostante le emergenze quotidiane e l’incombere di problemi che da anni aspettano di essere risolti. Non ci aiutano né la diminuzione dei trasferimenti dallo Stato, né la recessione generale. Politica e istituzioni vivono un clima di disaffezione e sfiducia. In qualche misura sono sentimenti giustificati. Quindi abbiamo anche il compito di restituire autorevolezza e legittimità alla sfera pubblica. Pensiamo di riuscire lavorando sul rapporto tra istituzioni e cittadini, condividendo il più possibile le priorità verso cui investire le poche risorse. La partecipazione attraverso i social network e il rinnovato sito del Comune vanno in questa direzione.

Rieti ha grosse difficoltà occupazionali. Cosa sta facendo il Comune per porvi rimedio?

Il lavoro dovrebbe essere al centro di qualsiasi politica pubblica. Oggi è la vera priorità del nostro Paese. Prima che sul piano locale, il tema richiederebbe interventi dello Stato. Per quanto ci riguarda torna il tema della legalità. Ogni possibilità di impiego pubblico avverrà tramite una selezione che dia priorità al merito piuttosto che ai canali clientelari. Sul fronte privato stiamo collaborando con le associazioni di categoria per aiutare i più giovani ad imparare un mestiere. Abbiamo da poco sottoscritto un accordo con Confartigianato per mettere a disposizione dei giovani che vogliono intraprendere immobili e terreni comunali. Stiamo lavorando ad agevolazioni fiscali che aiutino chi vuole fare impresa. Entro i limiti che impone il risanamento, e con l’aiuto di Stato e Regione, speriamo di riuscire a finanziare le buone idee dei giovani con un fondo di rotazione. Non ci facciamo illusioni. Sappiamo che la crisi è dura e crediamo se ne uscirà con un altro modello di sviluppo e di convivenza civile. Il ruolo degli enti locali in questo senso è soprattutto quello di tentare un orientamento della pubblica opinione e dei cittadini.

Il tema del lavoro chiama quello dei pendolari, hai quali hai prestato molta attenzione sin dalla campagna elettorale. Oggi la situazione è addirittura indecente.

È vero. Il tema riguarda centinaia di reatini. La responsabilità è in gran parte dell’Amministrazione regionale. Nei prossimi giorni incontrerò i vertici del Cotral perché la situazione è davvero insostenibile, tra corse soppresse e autobus che si rompono lungo la Salaria. Però ci sono anche buone notizie: probabilmente riusciremo a realizzare a Rieti il più grande deposito Cotral della Regione. Questo legherà maggiormente l’azienda al nostro territorio. In prospettiva vorremmo integrare trasporto urbano e trasporto regionale. Il trasporto collettivo dovrà essere sempre più importante anche per spostarsi all’interno della città. Rimane uno dei pilastri che rendono la mobilità sostenibile e la città più vivibile.

Altro tema fondamentale per Rieti è l’Università…

L’economia della conoscenza può essere occasione di sviluppo. In questo momento occorre innanzitutto difendere l’esistente. È necessario che gli enti coinvolti nel consorzio universitario mantengano il finanziamento. Non è scontato: basti pensare ad una possibile soppressione della Provincia o alle difficoltà di bilancio della Regione Lazio. Inoltre bisogna pensare allo sviluppo. Difficile che Rieti possa accogliere grandi facoltà di massa. Però possiamo lavorare su profili di eccellenza, strettamente legati alle nostre specificità. Un buon passo in avanti sarebbe una sede unica, possibilmente nel centro storico.

A proposito di centro storico. È in vista la riqualificazione di tutta l’area. 

È vero. Come amministrazione crediamo sia necessario che il centro torni ad essere interessante e venga ripopolato. Porterebbe anche alla nascita di nuovi esercizi commerciali. Per agevolare queste aperture stiamo pensando ad un regolamento adeguato. È di questi giorni l’approvazione della nuova ZTL, primo passo di un processo di pedonalizzazione. Dal prossimo autunno inizieremo un investimento di otto milioni di euro per riqualificare le tre piazze principali della città. A lavori conclusi sarà istituita una vera e propria isola pedonale, completamente vietata alle auto.

Il discorso sul centro storico richiama quello sul decoro e la pulizia delle strade.

Ovviamente siamo consapevoli dello stato attuale. Ma bisogna fare i conti con bilanci molto rigorosi, quasi di sussistenza. A fronte di minori uscite la spesa dovrà essere riqualificata. Occorre individuare le priorità. Ci sembra primario trovare risorse per le politiche sociali. Abbiamo centinaia di sfratti al mese, circa duemila richieste di sussidio. Per rispondere stiamo valutando di sperimentare una sorta di reddito minimo per chi non ha entrate sufficienti. Dicendo questo non sto eludendo la domanda: l’altra priorità saranno le manutenzioni. Vogliamo prenderci cura delle strade – lavorare sul decoro e sulla pulizia – e intervenire sugli immobili, soprattutto per l’edilizia scolastica. Abbiamo pronto un piano di 200.000 euro per riqualificare e mettere in sicurezza le nostre scuole. Sulla pulizia si incrociano le competenze del Comune e dell’ASM. I problemi con la nostra partecipata sono noti e anche oggetto di indagini da parte della Procura della Repubblica. Stiamo lavorando al ripristino della legalità e della efficienza perché ASM torni a funzionare. Anche in ASM c’è da risolvere un problema di debiti accumulati nel tempo. Qualche tempo fa ho nominato Enza Bufacchi presidente dell’azienda. Sta facendo un lavoro duro per portarla a garantire servizi ai cittadini ed essere anche un volano per l’economia locale. È necessario mettere mano al sistema di raccolta dei rifiuti. È assolutamente inadeguato alle necessità e alle normative attuali. Tra pochi giorni approveremo la delibera di indirizzo per disciplinare la nuova raccolta differenziata “porta a porta”. Dovrebbe allineare Rieti agli standard in poco tempo. Sulla pulizia delle strade c’è un impegno tra Comune e ASM che dovrebbe dare presto buoni frutti.

Quale Rieti ti immagini tra 4 anni?

Bella domanda! Vorrei portare la nostra città ad essere davvero una città europea, virtuosa nel ciclo dei rifiuti, che si possa attraversare in sicurezza a piedi o in bicicletta, con un trasporto collettivo efficiente e una amministrazione equa. C’è bisogno di una nuova etica pubblica: in questi anni il Comune è stato trattato come una preda da spolpare. Una parte della città è stata connivente, un’altra ha subito senza potersi ribellare. Fra quattro anni vorremmo restituire una città migliore anche dal punto di vista della legalità. Sappiamo di non fare sempre scelte “popolari”, ma non siamo al lavoro per essere rieletti. Vogliamo dare un servizio alla città,
risanare il Comune, renderlo capace di dare servizi utili all’economia e ai cittadini. Confidiamo che alla lunga il nostro lavoro possa convincerli: per riuscire abbiamo bisogno della loro comprensione, della loro fiducia, del loro aiuto. In questi pochi mesi abbiamo solo gettato le basi: parliamo di un rinnovamento e di un risanamento profondi. Ma se è possibile risanare il Comune, è possibile risanare l’intera città.

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