Né elemosina, né ammortizzatori sociali

Sono stato presente al convegno “Nella precarietà, la speranza”, svolto a Salerno dal 24 al 26 ottobre e promosso dalle Commissioni Episcopali Cei per il Laicato, per la Famiglia e per i Problemi Sociali e Lavoro.

Fra i partecipanti c’è stata una presenza imponente di giovani provenienti da tutta Italia, con le famiglie, le Associazioni, e i rappresentanti regionali e diocesani dei tre uffici interessati direttamente alla problematica del lavoro in un contesto di grande precarietà.

Vari interventi hanno messo in risalto la sofferenza dei giovani che non riescono a trovare occupazione, ma anche la difficoltà di poter sperare in un contesto così drammatico di grande recessione economica.

«I giovani – diceva P. Francesco Occhetta S. I. – hanno bisogno di essere appoggiati e la riforma del Terzo settore e quella del lavoro sono due opportunità concrete». Da qui l’urgenza di offrire percorsi all’interno delle diocesi in cui i giovani, anzitutto, facciano esperienza di lavoro, nel tempo estivo, nei fine settimana…

La Dottrina sociale della Chiesa è nata per difendere l’umanità “lavoro”. Da questo punto di vista procede in sintonia con la Costituzione Italiana. Abbiamo due bussole culturali che possono guidarci.

Il “Progetto Policoro” sperimentato con successo nel Sud dell’Italia sta prendendo piede in tutte le Diocesi italiane. È una risposta umile di speranza che la Chiesa italiana dà ai giovani, assieme ad altre iniziative di alcune Caritas.

Come ufficio abbiamo voluto ricordare ai partecipanti che ci sono 153 vertenze in giacenza presso il Ministero dello Sviluppo Economico: tra le quali le reatine Schneider Electric, Solsonica e Ritel, ma anche Meridiana, Tyssen Krup, Ilva, ecc. Tutti i territori delle nostre diocesi stanno affrontando la chiusura delle aziende o la loro delocalizzazione. Quale politica industriale ci si può attendere dal nostro Governo a tutela dei lavoratori (degli over 40 e 50) che hanno perso la loro dignità perché l’Azienda ha chiuso in Italia?

Era presente alla tavola rotonda del sabato il Dott. Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Non ha dato nessuna risposta in merito.

Abbiamo, quindi, interpellato l’Assemblea sottolineando come ormai ci sia quasi solo Papa Francesco a parlare continuamente delle grigie prospettive dei lavoratori. Abbiamo auspicato che ci sia più “profezia” nelle nostre diocesi nell’affrontare in mezzo alle assemblee comunali, regionali e anche al Mise questi problemi, per trovare sinergicamente delle soluzioni.

La gente non chiede né elemosina, né ammortizzatori sociali. Chiede solo di poter fare il proprio lavoro, di poter mantenere le proprie famiglie e di poter contribuire con le proprie forze allo sviluppo del Paese.

A partire da questo è stata chiesta una mozione di solidarietà con i lavoratori ai convegnisti. La proposta è stata accolta positivamente da tutti. Mons. Bregantini ha letto questa lettera di solidarietà che è pubblicata sul sito di «Avvenire».

Questo convegno è servito ad aiutare le nostre diocesi a ricercare la strada della “speranza”: non deve mancare in un contesto così difficile. Ed è stato una tappa doverosa in cammino verso il Convegno ecclesiale della Chiesa italiana – Firenze 2015.

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