Don Domenico: «Il perdono include, non esclude»

Il 2 agosto in molti, nella valle reatina, hanno raggiunto i santuari che segnano la memoria della presenza di san Francesco. Come sempre, a Poggio Bustone, l’appuntamento è stato con la marcia verso il Sacro Speco

Il 2 agosto alle 17, dalla piazza di San Pietro di Poggio Bustone, è partita la Marcia del Perdono. Il momento di raccolta è stato un’occasione di dialogo e conoscenza per un gruppo eterogeneo di persone che, oltre ai fedeli di lunga data, ha visto prepararsi anche tanti ragazzi di tutte le età. Accompagnati da frate Renzo (guardiano del santuario), circa un centinaio di fedeli si sono incamminati verso il Sacro Speco.

Il percorso ha compreso un tratto del Cammino di Francesco. Arrivati alla chiesa di Poggio Bustone, c’è stato un gradito e meritato punto di ristoro. Pochi minuti e il gruppo è ripartito alla volta del santuario per l’incontro con il vescovo Domenico, che, insieme a frate Renzo, ha guidato il lungo serpentone nella stretta strada verso il luogo sacro. È stata una salita di preghiera appena interrotta dal fiatone. Una volta arrivati, la soddisfazione è stata grande dopo due ore di cammino e tutti si sono preparati con gioia ad assistere alla celebrazione.

Il pensiero del vescovo è rivolto alla prima visita di san Francesco in queste terre nel 1208, in coincidenza con la prima esperienza del perdono. Durante l’omelia mons. Pompili si è chiesto quali sensazioni avrà provato il santo arrivando qui. «Francesco sperimenta di essere un figlio», ha spiegato il vescovo. Ciò significa «comprendere che non siamo abbandonati: fondamentale per non essere schegge impazzite».

«Solo sperimentando di essere tutti figli possiamo sentirci tutti fratelli». Questo è importante anche nel momento attuale: «Questa non è una guerra di religione, come ci ha ricordato papa Francesco». «Dobbiamo abbandonare una logica manichea di buoni e cattivi», ma non con ingenuità: «Francesco non era ingenuo ma sapeva che si può tirare fuori il meglio dalle persone, è questo il senso del perdono».

«Il perdono include, non esclude, perche essere figli ci dice che c’è qualcosa che ci accomuna: la fratellanza».

Finita la celebrazione e tornati al santuario, ad accogliere gli stanchi camminatori c’è stato un sostanzioso pasto organizzato dalla proloco di Poggio Bustone, al quale ha partecipato anche il vescovo.

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