Don Ciotti al Meeting dei Giovani: «riempire la vita di vita!»

Nella giornata di domenica, al Meeting dei Giovani di Greccio, è stato molto apprezzato l’intervento di don Luigi Ciotti. Un racconto cominciato dai ricordi d’infanzia, che ha visto il sacerdote unire la passione ad un filo di humor. «Ho avuto il privilegio di nascere nelle montagne» ha detto con orgoglio, ma subito sottolineando le difficoltà vissute in città, condividendo i banchi di scuola con i ragazzini più ricchi.

Poi il fondamentale incontro con un uomo su una panchina vestito con tre cappotti. La panchina era la sua casa e restando lì leggeva sempre tanti libri, sottolineandoli con la matita rossa e blu. «Perché è sempre solo?» gli chiese il giovane Luigi, «le offro il caffè». Ma l’uomo non rispondeva. Dopo 10 giorni di tentativi il ghiaccio si rompe e il sacerdote scopre che l’uomo era un medico, travolto dalla vita, ma che accortosi dei giovani che si drogavano (e «all’epoca non c’era neppure la parola per definire il fenomeno delle dipendenze»), provò ad intervenire. Don Luigi ha iniziato da quella esperienza, raccogliendo l’idea e inventando il “Gruppo Abele”.

Al racconto delle preziose esperienze vissute sul campo, don Ciotti ha alternato piccoli, ma preziosi consigli di vita, spiegando che «La relazione è l’unità di misura dei rapporti umani». Ed infatti ha parlato di «incontri che ci chiedono di riempire la vita di vita» presentandone tre per lui molto importanti: con padre Miche Pellegrino (che lo ha ordinato sacerdote), con il cardinale Carlo Maria Martini e Papa Francesco.

Proprio dall’enciclica del pontefice ha letto un intero paragrafo con al centro l’esortazione a «trasformare in sofferenza personale quello che accade nel mondo». Si tratta di un invito alla responsabilità: «responsabile è chi risponde», e la «responsabilità è conoscenza e conoscenza è responsabilità». Occorre fare di tutto per evitare «il peccato del sapere, cioè la mancanza di profondità».

Il richiamo alla responsabilità non deve però frenare l’entusiasmo dei giovani ed è lo stesso don Ciotti a dire di non essere mai stanco di stupirsi, perché altrimenti anche «la solidarietà può diventare un tran tran». Occorre invece sentire «il morso del più», la voglia di dare sempre il massimo.

E una bussola per questo profondo impegno può derivare dai due punti di riferimento adottati da don Ciotti: Vangelo e Costituzione italiana. Perché «c’è molta politica nel Vangelo e Vangelo nella Costituzione». «Siamo chiamati a saldare la terra con il cielo» ha sintetizzato felicemente don Luigi. E con la sua testimonianza ha dimostrato che non solo è possibile farlo, ma ne abbiamo un estremo bisogno.

Foto di Massimo Renzi.

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