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Don Alfredo Ricci sacerdote e uomo di cultura. A Poggio Mirteto il riconoscimento nel Quaderno dall’Associazione Culturale Amici del Museo

È disponibile un nuovo Quaderno edito dalla Associazione Culturale Amici del Museo, dal titolo Don Alfredo Ricci testimonianze e memorie

«Don Alfredo Ricci, da qualunque angolatura lo si studi e lo si osservi, ha indubbiamente costituito una figura di notevole rilevanza nella società poggiana del secondo dopoguerra. Una società vitale, contrastata, ma capace di esprimere valori e modelli di sviluppo allora all’avanguardia in tutta la Sabina tiberina. Come si è detto don Alfredo Ricci, tenace montanaro originario di Montenero paesino sperduto tra i monti Sabini, ma ricco di storia e di tradizioni, svolse un ruolo centrale a Poggio e rileggerne la figura a molti anni dalla scomparsa aiuta a sceverare i giudizi di parte ed a considerarne con maggior distacco la vita e le opere». Così lo studioso Tersilio Leggio introduce il nuovo Quaderno edito dalla Associazione Culturale Amici del Museo, i cui autori sono i giornalisti Maria Grazia Di Mario e Ildebrando Cinosi dal titolo Don Alfredo Ricci testimonianze e memorie.

«L’intuizione del giovane don Alfredo Ricci – prosegue Leggio – canonico della chiesa cattedrale di Poggio Mirteto, nel fondare dapprima nel 1930 una scuola media, riconosciuta dallo Stato un decennio dopo, successivamente nel 1943 ampliando l’offerta formativa al livello superiore, aggiungendo il Liceo Classico, le Magistrali e la Ragioneria, con sede a palazzo Sbraccia, fu determinante». La storia del sacerdote (Montenero 1904 ~ Poggio Mirteto 1992) è ricostruita attraverso ricordi di ex alunni, docenti e parenti. Il ritratto che si delinea è di un personaggio moderno e controcorrente, con una missione: quella di formare i giovani garantendo loro un futuro. Il suo Istituto Culturale Sabino trasformerà letteralmente la cittadina di Poggio Mirteto in un Polo di studio. Ma a Don Ricci va anche il merito di aver proposto per primo l’istituzione di un corso universitario, idea sposata, a molti anni di distanza. E le sue capacità manageriali lo portarono addirittura a fondare una banca, la Banca Popolare Sabina, oggi Ubi Banca.

Lo spirito indipendente di don Alfredo è dimostrato anche dall’impegno svolto durante la Resistenza Partigiana: pochi sanno che fu di grande aiuto e conforto a chi combatteva per la libertà salvando ed aiutando molti civili, tanto da meritare il riconoscimento di “Socio della Legion d’oro Combattente per la Libertà d’Italia”. Il Quaderno racconta anche il Don Alfredo più intimo, attraverso le testimonianze dei nipoti Corrado ed Adolfo.

«Senz’altro era importante per lui ottenere un riconoscimento da Poggio Mirteto e ha sempre sperato che qualcuno se ne ricordasse», precisa Corrado Ricci attraverso le pagine del libro. «E invece anche nella fase finale della vita venne attaccato da alcuni politici che avevano studiato e fatto studiare i loro figli nella sua scuola; malato e paralizzato, ebbe difficoltà addirittura ad ottenere una carrozzella. È importante ricordare anche i soldi donati per il restauro della cattedrale di Poggio Mirteto, analogo discorso per la Chiesa di Montenero e per quella della Madonna della Misericordia. Finalmente oggi qualcuno si ricorda di lui, anche se in ritardo. Sarebbe stato opportuno celebrarlo in vita, ma è ugualmente importante la vostra iniziativa, perché noi stessi abbiamo ormai una età avanzata».

Il libro si può trovare a Poggio Mirteto presso il Centro Copie ed alcune edicole.

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