Diocesi: Bologna, concluso il primo “processo più breve” per la dichiarazione di nullità del matrimonio

Con la pubblicazione della sentenza emanata in data 20 luglio 2016 dall’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, si è concluso il primo “processo più breve” per la dichiarazione di nullità del matrimonio secondo le procedure riformate da Papa Francesco. Il “libello”, ossia la richiesta di avviare un processo davanti al Tribunale ecclesiastico regionale Flaminio, competente per le diocesi di Bologna e della Romagna, era stato depositato il 18 marzo di quest’anno; complessivamente dunque sono passati solo quattro mesi e due giorni tra l’inizio e la conclusione di tutto il procedimento. Secondo la nuova normativa, rende noto la diocesi, la sentenza diventa immediatamente esecutiva, salvo comunque il diritto di appello ad istanza di parte, così da considerare reali e definitivi i tempi della giustizia ecclesiastica: “Si è così raggiunto uno degli obiettivi, fortemente voluti da Papa Francesco, di abbreviare i tempi dei processi per venire incontro alle attese delle persone ferite dal fallimento della loro esperienza matrimoniale. La procedura efficacemente semplificata continua a fare riferimento all’immutata dottrina sulla indissolubilità del matrimonio, perché solo quando si raggiunga la prova della nullità attraverso un regolare processo, si può emettere la sentenza”.

Oltre la celerità dei tempi, prosegue la diocesi, “la riforma di Papa Francesco, prontamente attuata dai vescovi della nostra Regione, porta il Tribunale ecclesiastico ad andare incontro alle persone perché gli interrogatori si svolgono presso le Curie del territorio di domicilio dei richiedenti. Questo primo esempio ha dimostrato la praticabilità e l’efficacia della riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio, entrata in vigore lo scorso 8 dicembre, offrendo un ulteriore servizio alla verità del matrimonio e al bene della famiglia”.

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