Dimissioni di Cecila, Sebastiani e Cascioli: epilogo scontato

L’epilogo non poteva che essere quello cui abbiamo assistito. Non era in alcun modo possibile continuare ad immaginare la permanenza dell’Ing. Cecilia alla guida di un assessorato che onestamente si è caratterizzato per aver prodotto semplicemente il nulla.
L’Assessore dimissionario, da persona mite qual’è e poco avvezzo ai riflettori, ha accettato il nostro consiglio di buon senso rimettendo la delega nelle mani del Sindaco senza correre il rischio di passare attraverso le forche caudine di un voto politico di sfiducia in consiglio comunale, che lo avrebbe certamente visto in minoranza.
Il comunicato diramato da una parte della maggioranza, senza il PD, che flebilmente tenta invano di difendere una non-politica urbanistica fatta fino ad ora di non – scelte è invece la dimostrazione di come la sinistra al governo si sia fino ad ora caratterizzata da vuoti annunci propagandistici e demagogici.
Senza minimamente avere a cuore le sorti della città, si è trascinata per interessi di poltrona a suon di spot pubblicitari. Null’altro.
Il settore urbanistico attraverso il quale sarebbe dovuta arrivare quella spinta necessaria alla ripresa di una parte dell’economia cittadina, ha invece perseguito una politica suicida fatta di  paletti e ostacoli piazzati sulla strada della ripresa economica  a imprenditori e tecnici, al solo scopo di indurli entrambi definitivamente a desistere.
A leggere il patetico comunicato dei gruppi consiliari di Mettici del Tuo, Sel, PSI, Prc e Pdci che invitano la maggioranza a continuare sulla strada tracciata dall’Assessore, verrebbe ironicamente da domandarsi quale sia la linea tracciata, perché, a dire il vero, nessuno in questa città questa linea l’ha ancora vista.
Così come appare paradossale il tentativo di giustificare i presunti errori commessi dall’ing. Cecilia all’epoca del non incarico assessorile quasi ci fosse una discontinuità tra il Cecilia professionista e il Cecilia Assessore.
Chi è chiamato a rappresentare una comunità a qualsiasi livello istituzionale non può avere cucita addosso neanche l’ombra della macchia di affarista per fini personali.
E questo vale ancora di più per chi è chiamato senza essere stato eletto a ricoprire un incarico così’ delicato e di grande responsabilità proprio per essere un “tecnico”.
Vale per tutti, destra e sinistra, bianchi e rossi, verdi e neri. È così. Il popolo lo pretende.
Giustamente.

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