Il diacono Arnaldo festeggia dieci anni dall’ordinazione. Festa a Vazia

«Il diacono non è uno che fa. Non è neanche semplicemente uno che dice. Il diacono è un uomo adulto che ha una sua famiglia, una sua vita, una sua professione, ma che ha deciso di mettersi al servizio della chiesa per ricordare a tutti questa fondamentale verità: che la vita è sentirsi amati».

Lo ha ricordato il vescovo Domenico lo scorso 7 dicembre, durante la messa celebrata nel decimo anniversario dall’ordinazione diaconale di Arnaldo Proietti. Un’occasione che lo ha visto abbracciato da tantissimi fedeli, ma anche da un nutrito numero di sacerdoti e confratelli diaconi.

«Perché – ha domandato mons. Pompili – questi uomini che sono alle mie spalle, che svolgono tanti servizi nella vita della chiesa, lo fanno? Non per avere un ritorno, ma perché hanno capito che è possibile restituire quello che abbiamo ricevuto in dono».

Al fondo del servizio dei diaconi, ha sottolineato il vescovo, «c’è il sentirsi amati da Dio. Perciò il diacono non è tanto uno che deve fare o deve dire. Il diacono deve semplicemente far trasparire la certezza che il sentirsi amati è la premessa della nostra gratuità».

Una manifestazione della gioia che riconduce all’Immacolata, a quel «Rallegrati, Maria, il Signore è con te» che con troppa distrazione ripetiamo nella preghiera.

Al termine della celebrazione, i confratelli nell’ordine hanno donato al diacono Arnaldo una veste per servire all’altare, e un lezionario quotidiano, «perché diventi una palestra giornaliera per approfondire e studiare sempre più e sempre meglio la parola di Dio».

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