Dal 7 al 9 settembre seconda edizione del Festival Internazionale di Chitarra Città di Rieti

Si terrà dal 7 al 9 settembre la seconda edizione del Festival Internazionale di Chitarra Città di Rieti. Trova così continuità il cammino tracciato dalla Fondazione di Demodossalogia Perini – Bembo di Santa Ternita in direzione dei giovani attraverso la musica.

La presentazione dell’iniziativa spiega che il Festival intede «La musica come ambito di comunicazione e come – con Stravinskij – “possibilità di comunicare con l’esistenza e con il prossimo”». Si tratta quindi di «Cogliere l’opinione dei giovani, centrarne la sensibilità, i bisogni, intercettarne le tendenze, i gusti oggi e intessere un dialogo con artisti internazionalmente riconosciuti: compositori ed interpreti, didatti di chiara fama, studiosi, cultori ed appassionati, curatori, musicologi e produttori, in un percorso condiviso che li accomuni passando per l’arte e la didattica della musica, attraversando concerti, master classes, interviste ai Maestri, Studiosi, Docenti, seminari, mostra di liuteria, incontri d’attualità». Questo il significato che la Fondazione di Demodossalogia – in quanto scienza ed arte dell’opinione pubblica, intesa in senso eminentemente attualistico – collega alla comunicazione nella musica e all’attenzione all’attualità dell’odierno panorama musicale come risultato d’arte e come percorso formativo.

«La manifestazione, dal ritmo serrato ma sensibile ad ogni suggerimento – spiega il Presidente Giuliana Cipriani – si snoda per itinerari consueti al genere ed altri inesplorati, nel tentativo di riavvicinare ambiti apparentemente lontani, come aspetti tecnici e strumentali alla finalità dell’arte, così nel caso dell’aspetto della postura del chitarrista trattato nel seminario del medico Jorge Cardoso con l’idea dell’arte musicale dello stesso maestro Jorge Cardoso».

«La sfida – prosegue – è mostrare come, al di là di artificiose divisioni di ambiti di conoscenze e campi d’azione e d’ispirazione si debba cercare di tendere all’armonizzazione di saperi diversi, di scienza, tecnica, arte, nella convinzione dell’univocità della tensione verso la sostanziale identità dell’obiettivo comune ad ogni anelito. I giovani saranno condotti per mano da grandi Maestri, che mostreranno loro quanto lavoro necessiti per raggiungere risultati d’eccellenza. Ma si troveranno anche dinanzi all’ispirazione che li avvicinerà straordinariamente alla spiritualità sottesa all’arte, all’ideale metafisico, al bisogno d’elevazione, al soffio, al trasalimento, alle fughe verso mete rapinose che narrano e rimandano all’Oltre del virtuosismo pur necessario. Per imparare a coltivare un’idea alta della perfezione artistica. La musica come espressione massima dell’universale che compone autenticamente il registro del classico, ma anche come improvvisazione, sperimentazione e ricerca, nella più totale apertura al nuovo nella musica d’arte di chi abbia a cuore qualcosa d’Altro da trovare. Un cenacolo – conclude – per musicisti accomunati dall’interesse di accendere un faro su: “essere per la musica” oggi, nella consapevolezza che non si è autori di nulla, ci si può solo porre in attesa dell’evento in cui si invera l’arte».

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