Ricostruzione

Da comitato a bio-distretto: Amatrice Terra Viva inaugura la sua sede

L’impresa sociale Amatrice Terra Viva, nata allo scopo di valorizzare il territorio attraverso un’agricoltura locale e totalmente biologica ha inaugurato la sua sede centrale nella frazione amatriciana di Bagnolo

Da comitato a bio-distretto: Amatrice Terra Viva ha ufficialmente la sua sede. L’impresa sociale, che ha come scopo quello di valorizzare il territorio attraverso un’agricoltura locale e totalmente biologica, durante la mattina del 30 agosto ha inaugurato la struttura che rappresenterà la sede centrale, situata nella frazione amatriciana di Bagnolo.

All’entrata del complesso sono presenti due uffici che ospiteranno anche uno studio di agronomia perché, come spiegato da Marco Santori, consigliere di Amatrice Terra Viva e consigliere tecnico di Alce Nero, «la sede vuole essere anche l’incubatore del bio-distretto di Amatrice, che faccia convenire anche altri agricoltori per cercare di costruire un percorso bio su questo territorio, insieme all’amministrazione e agli esercenti».

La stanza centrale è stata invece progettata per accogliere una confezionatrice di legumi, prodotto che affiancherà la produzione del grano. Infine, oltre ai servizi igienici, c’è il magazzino ad oggi colmo di merce pronta al lancio.

«L’idea dell’impresa sociale – ha spiegato Santori – nasce dal fatto che i soci hanno deciso che la maggioranza degli utili verrà investita tutta nel bio-distretto, affinché la società cresca insieme ai soci e il territorio cresca insieme alla società».

Adelio Di Marco, presidente dell’associazione, ha invece ricordato il percorso di nascita dell’impresa. «Abbiamo iniziato con l’intervento di qualche socio di Alce Nero che è venuto qui subito dopo il terremoto e ci ha dato qualche spunto per creare un’associazione. L’abbiamo creata e abbiamo iniziato a seminare i grani antichi nella zona».

Il primo anno si è contata la semina di 150 ettari e il raccolto è stato venduto a granella. Dal momento che non si riusciva a raggiungere il traguardo prefissato, si è deciso di iniziare a trasformare il prodotto. «Grazie ai soci che hanno seminato, abbiamo stoccato 800 quintali di grano e abbiamo iniziato a lavorarli nel mese di luglio. Oggi siamo già in qualche supermercato e negozio ma speriamo di far degustare i nostri prodotti in tutta Italia». Sono 4 i tipi di pasta lanciati sul mercato: strozzapreti, pappardelle, tagliatelle e fettuccine, derivati interamente da filiera biologica.

Entusiasmo anche da parte dell’amministrazione comunale che, nella figura del vice sindaco Massimo Bufacchi, ha tagliato il nastro d’entrata. «Vorrei che questo filo potesse tornare un nodo, un nodo di fratellanza per questo territorio e un nodo di amicizia per tutti quelli che ci vivono e crescere», ha detto l’assessore.

La cerimonia si è conclusa con la benedizione del vescovo Domenico Pompili che, rifacendosi alle parole dell’omelia pronunciate poco prima nella messa, ha ricordato che il «vero atto di realismo è accettare la vita con le sue contraddizioni». Così, richiamando il significato greco della parola bios, cioè vita, don Domenico ha spiegato che il bio-distretto è volto a «riscoprire le cose fondamentali: la salute, il lavoro, gli affetti e la fede».

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