Covo 2012: la “Cattedrale di grano” torna definitivamente a Rieti

Covo 2012 - Cattedrale di Rieti

Quel “covo” raffigurante il loro Duomo i reatini lo avevano ammirato con stupore, nei giorni dei festeggiamenti in onore di san Francesco, quando era giunto a Rieti rimanendo esposto in piazza Vittori, accanto al monumento bronzeo raffigurante il Poverello d’Assisi. Faceva un certo effetto, vedere la Cattedrale “vera” e lì fuori la corrispondente realizzazione in scala realizzata in spighe di grano. E in molti avevano espresso l’auspicio che la scultura “frumentaria” che raffigura in tutti i particolari la basilica di S. Maria, protagonista dell’edizione 2012 della “festa del Covo” di Campocavallo di Osimo (festa che ogni anno sceglie un edificio sacro da rappresentare in scala utilizzando spighe di grano), potesse restare a Rieti.

Un auspicio formulato già ad agosto dalle autorità intervenute alla manifestazione nella località marchigiana, assieme alla rappresentanza della reatina Pia Unione S. Antonio, proprio in onore della quale, nel suo anno giubilare in occasione del bicentenario di fondazione, i responsabili della festa (su suggerimento del padre conventuale Olindo Baldassa, che è cittadino onorario sia di Rieti sia di Osimo) avevano voluto dedicare alla Cattedrale reatina la realizzazione del 2012.

Giunta in città i primi di ottobre, l’artistica scultura in grano era tornata nelle Marche, con la promessa che si sarebbe valutata l’ipotesi di farla tornare definitivamente a Rieti. E così è stato: accondiscendendo alla richiesta espressa dal sindaco Simone Petrangeli, il “covo” raffigurante S. Maria è arrivato ieri nel capoluogo sabino e quest’oggi è prevista la collocazione in piazza del Comune, sotto i portici della torre civica, dove i tecnici comunali hanno provveduto a installare una gabbia in vetro e ferro adeguatamente illuminata e controllata da telecamere a circuito chiuso.

Una degna conclusione, per le celebrazioni del Iubilæum antonianum che ha caratterizzato il 2012 a due secoli dalla rifondazione della Pia Unione, con piena soddisfazione del consiglio direttivo del sodalizio, come dichiarato dal priore Marino Flammini, che ha voluto sottolineare come «a contraddistinguere questo particolare momento sarà il prodotto principe della nostra terra e di quella marchigiana: il grano. Due terre che, anche nel ricordo dell’opera fondamentale dello scienziato marchigiano Nazareno Strampelli, che a Rieti trovò lo sviluppo definitivo, si uniscono nella semplicità e nella riconferma dei valori fondanti delle rispettive culture».

Flammini ha voluto esprimere la gratitudine della confraternita «agli amici di Campocavallo di Osimo, al dottor Raimondo Orsetti, al sindaco di Rieti, per aver favorito questa ideale sinergia, culturale e artistica al contempo. Ed è anche il suggello all’anno giubilare della Pia Unione S. Antonio, nata, non lo dimentichiamo, proprio per volontà della gente dei campi che, nel grano, trovava il sostentamento per la vita di ogni giorno, orientata comunque al culto per il santo più amato dalla cristianità in uno con il suo ispiratore, Francesco d’Assisi».

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