Costanzo e l’eterno ritorno. Nuovamente sul piccolo schermo lo storico talk-show

Fra i più longevi personaggi del piccolo schermo italiano c’è indubbiamente (ed evidentemente) lui, il baffuto Maurizio Costanzo, che – insieme a Pippo Baudo e ormai pochi altri – rappresenta buona parte della storia televisiva di casa nostra. A dispetto degli anni e dell’età, è nuovamente tornato a riproporre il suo “storico” Maurizio Costanzo Show” (Rete 4, domenica ore 21.15).

Anche il programma è un esempio di telelongevità: la prima puntata, trasmessa dal Teatro Parioli di Roma, è andata in onda il 14 settembre 1982 su Rete 4. Dal gennaio 1986 il programma si è trasferito su Canale 5, dal lunedì al venerdì in seconda serata, diventando un appuntamento fisso per milioni di spettatori, che potevano anche rivederlo in replica la mattina successiva.
Da allora il “Maurizio Costanzo Show” è stato trasmesso in più di 4.400 puntate, giungendo in questa stagione televisiva alla sua trentunesima edizione. L’unica variante di rilievo rispetto al passato è la location: gli Studi De Paolis hanno sostituito il Teatro Parioli. Per il resto, la formula è sempre la stessa: ambientazione teatrale con il pubblico in platea e sul palco variegati ospiti, chiamati a chiacchierare dell’attualità sotto la “regia di parola” del baffuto conduttore.

Ideato da Alberto Silvestri e dallo stesso Costanzo, il programma ha visto passare sul suo palcoscenico non soltanto i più importanti personaggi dello spettacolo, della politica e della cultura italiana, ma anche persone comuni che spesso – proprio grazie alla presenza in trasmissione – sono poi riuscite in un modo o nell’altro a entrare nello star system nostrano. È il caso, fra gli altri, di Lello Arena, Francesco Baccini, Alessandro Bergonzoni, Claudio Bisio, Enrico Brignano, Giobbe Covatta, Daniele Luttazzi, Valerio Mastandrea, Vittorio Sgarbi, Dario Vergassola e moltissimi altri.
Larga parte del successo del “MCS” si deve alla presenza scenica del suo conduttore. Nato a Roma nel 1938, Costanzo ha cominciato la sua carriera di giornalista nel 1956, a soli 18 anni, come cronista di Paese Sera. Un anno dopo è entrato a far parte della redazione del Corriere mercantile di Genova, nel 1960 è diventato caporedattore del settimanale Grazia e nel 1963 ha esordito come autore radiofonico in Rai. È stato anche autore della canzone “Se telefonando” portata al successo da Mina, oltre che co-ideatore del personaggio di Fracchia interpretato da Paolo Villaggio. Al suo attivo ha anche diverse opere teatrali e sceneggiature cinematografiche. Anche la sua vita privata è caratterizzata da una serie di varie esperienze, che l’han visto sposarsi non una ma quattro volte: la prima nel 1963 con Lori Sammartino, la seconda nel 1973 con Flaminia Morandi, la terza nel 1989 con Marta Flavi e la quarta nel 1995 con l’attuale moglie Maria De Filippi.

Dalla fine degli anni Settanta è un protagonista televisivo di primo piano, con la conduzione di numerose trasmissioni sul modello del talk-show, genere la cui affermazione in Italia si deve proprio a lui. Il suo stile di presenza sul palco e di gestione del turno di parola è caratteristico: gioca con le interruzioni, non ammette repliche, sgrida il pubblico se rileva intemperanze, non rinuncia ad allusioni più o meno velate. È, insomma, un vero e proprio padrone di casa e un regista in scena, capace di dettare tempi e modi all’interno del “suo” salotto televisivo, a metà fra la chiacchiera tra amici e l’esibizione teatrale (gli ospiti sono pur sempre seduti al centro di un palcoscenico).
Il fatto che dopo tanto tempo sia ancora sulla breccia può essere segno tanto della sua tenacia quanto della mancanza di validi ricambi generazionali nel ruolo di giornalista-conduttore di successo.

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