Un confronto con tre diverse spiritualità: l’interessante esperienza degli alunni del Rosatelli

Martedì 8 maggio, un gruppo di alunni del “Rosatelli”, si sono ritrovati davanti al piazzale della scuola per cominciare un viaggio ideato dalle professoresse Mazzeo, Bianchetti e Di Bartolomeo alla scoperta di un importante luogo di spiritualità ai confini del meraviglioso territorio della Valle Santa.

Con qualche minuto di ritardo sulla tabella di marcia, dopo aver fatto l’appello, sono infatti partiti tra canti e divertimenti alla volta dell’Abbazia di Santa Maria in Farfa. Giunti sul posto, ai loro occhi si è offerta la bella passeggiata lungo le vie del Borgo, dove aprono le proprie porte i caratteristici negozi artigianali. Ma, soprattutto, i ragazzi e i docenti si sono trovati immersi in un’atmosfera di mistico silenzio, persi nel fascino della natura verdeggiante.

Nella grande e maestosa Abbazia, una guida ha spiegato le origini del piccolo paesino di Farfa. Dopo aver ripercorso circa 1.500 anni di storia tra dipinti, leggende e biblioteche, i ragazzi hanno quindi avuto l’occasione di conoscere un monaco benedettino, di nome Santo, che con molta disponibilità ha raccontato un po’ della sua vita e delle sue abitudini giornaliere, rispondendo alle curiosità dei giovani.
Salutato e ringraziato il monaco, ancora più curiosi di proseguire il cammino, gli alunni hanno raggiunto Santacittarama: un piccolo monastero Buddhista – il primo in Italia della tradizione Theravada – situato sulle colline del Comune di Poggio Nativo.

Alle porte del monastero, un monaco, vestito con gli abiti tipici color zafferano e i piedi nudi, ha subito attirato l’attenzione della comitiva.

Circondata da circa 11 ettari di terreno, Santacittarama è un’oasi di pace, nella quale si avverte la possibilità di fondersi con il flusso della natura. Attualmente, il complesso è abitato da nove monaci che ogni giorno, svegliandosi all’alba, meditano alla ricerca del Nibbana, ovvero il raggiungimento della pace e della stabilità interiore.

Il maltempo ha purtroppo costretto a interrompere prima del previsto l’esperienza, anche se il monaco, con molta gentilezza e pacatezza, ha comunque avuto il tempo di rispondere in modo esaustivo alle tante curiosità dei ragazzi, che tornati sul pulmann hanno chiuso il tour spirituale con una terza e ultima tappa: il santuario francescano di Fonte Colombo.

Le condizioni meteo erano ormai compromesse, ma la pioggia non ha fermato la voglia di conoscere e, dopo una sosta all’interno della chiesetta del santuario, è stato fra Cristoforo a raccontare ai ragazzi un po’ della sua vita e di quella di san Francesco, soffermandosi sui momenti decisivi che il poverello ha vissuto nel nostro territorio. Una storia che dall’undicesimo secolo inserisce la Valle Santa reatina tra i luoghi più significativi della spiritualità cristiana.

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