Con Francesco nella Valle

Con Francesco nella Valle: in tantissimi alla marcia “Una regola per la vita”

Nell'ambito del festival "Con Francesco nella Valle", anche quest'anno in tanti hanno raccolto l'invito a partecipare alla fiaccolata che dal santuario sotto Sant'Elia ha raggiunto a piedi la città per concludersi in piazza San Francesco

In marcia da Fonte Colombo a Rieti per ricordare l’altra “chicca” del francescanesimo locale, assieme al primo presepe di Greccio: la Regola che san Francesco scrisse all’eremo che deve il suo nome alla fonte delle colombe. Nell’ambito del festival “Con Francesco nella Valle”, anche quest’anno in tanti hanno raccolto l’invito a partecipare alla fiaccolata che dal santuario sotto Sant’Elia ha raggiunto a piedi la città per concludersi in piazza San Francesco.

La seconda edizione della marcia “Una regola per la vita”, organizzata di concerto con la Fondazione Amici del Cammino di Francesco, voleva richiamare il senso profondo di quella forma vitae indicata da Frate Francesco ai suoi minores, che però offre un messaggio profondo per chiunque voglia seguirne le orme anche nell’esistenza semplice quotidiana, perché altro non è che la piena sequela Christi vivendo sine glossa il santo Evangelo.

Ad accogliere sulla piazza i partecipanti, che hanno attraversato la Tancia rischiarata dal chiarore delle fiaccole fino a raggiungere la città, le note dell’inno del festival scritto l’anno scorso dal maestro Massimo Di Vecchio su testo di Carlo Giacobbi.

E poi, a dare il tono artistico e spirituale alla serata, «un momento molto alto di musica», come ha detto il vescovo Domenico, giunto a portare il suo saluto: sul palco il coro del Vicariato del Vaticano della Basilica di San Pietro per l’esecuzione del bellissimo Cantico delle creature musicato da don Giuseppe Capone, «un grande compositore che ho conosciuto quando ero parroco ad Alatri», ha voluto dire monsignor Pompili. A dirigere voci (basso e soprano solisti più una nutrita compagine corale) e orchestra, il maestro Temistocle Capone, fratello dell’autore del brano che conferisce una sublime elevazione spirituale al testo della lauda di san Francesco al creato.

E dopo l’altra stupenda interpretazione offerta dalcoro, quella del celebre canto francescano Dolce sentire, padre Marino, facendo leggere a una bambina il testo della Regula francescana, ha augurato a tutti, in questi giorni di festival, di poter vivere da vicino lo spirito del Serafico Padre che impregna questa terra da lui amata.

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