Comunità Laudato si'

Comunità Laudato si’: le esperienze dai territori concludono il secondo Forum di Amatrice

Le interessanti testimonianze di alcune realtà e alcuni interventi dal pubblico hanno concluso il secondo Forum internazionale delle Comunità Laudato si' di Amatrice

La conclusione del secondo forum, nella sessione pomeridiana, vede alcuni rappresentanti delle Comunità Laudato si’ presenti nella sala dell’area food di Amatrice confrontarsi su esperienze e prospettive del proprio impegno. Moderati da Sabrina Vecchi dell’Ufficio diocesano Comunicazioni Sociali, siedono al tavolo Gino Bortoletti (Treviso), Davide Barnabilla (Olgiate Olona), Marcella Costagliola (Castelli Romani), Marina Marcolini e Diego Trevisan (Isola Vicentina).

Quella di Gino si è la Comunità Laudato si’ Treviso Africa, sorta come rete tra vari gruppi impegnati già in precedenza nel portare avanti spunti che hanno trovato nella Laudato si’ un forte incoraggiamento. L’esperienza, racconta, nasce in particolare dopo un incontro interreligioso per giovani dedicato proprio all’enciclica papale: «un confronto molto positivo, perché trovava un argomento molto unificante. Non una discussione sui temi dell’appartenenza religiosa, ma partiva da essa proprio per permettere una visione di tutti». Tra i loro progetti, «avere in affido un pezzo di bosco per curarne la custodia», prendendo a cuore la situazione del territorio veneto dopo la recente tragedia meteorologica che ha visto la devastazione di migliaia di alberi.

Davide appartiene invece alla Comunità Laudato si’ Pachamama di Olgiate Olona, nel Varesotto, una comunità nata nel 2008 e composta da giovani e da giovani famiglie che vivono insieme condividendo la vita quotidiana e hanno assunto come documento di riferimento e come regola di vita l’enciclica di papa Francesco.
Convivono con altre due realtà comunitarie: la comunità Sichem, comunità di famiglie nata nel 1999, con la quale condividono lo stesso complesso abitativo e la comunità Efraim, comunità di formazione per giovani residenti presso Villa Restelli, della quale sono i fondatori e responsabili.
Gli ambiti di intervento della comunità Pachamama sono principalmente due: la promozione della vita comunitaria e della formazione legata a questo tema (attività di coordinamento, programmazione e formazione per Comunità Efraim) e la promozione, formazione,sensibilizzazione e attivazione sulle tematiche descritte ed esposte all’interno dell’enciclica: ecologia, cambiamenti climatici, lotta allo spreco, economia, solidarietà, difesa dei poveri , ricerca della giustizia e della libertà, l’amore nelle relazioni umane, la cura della terra, la pace.
Tra le attività progettate, quelle dei cosiddetti Web, dei “weekend di bellezza” di formazione e condivisione della durata di tre giorni su temi di ecologia integrale, aperti a tutti e ospitati nella propria comunità.

Marcella ha portato la testimonianza della Comunità Laudato si’ di Castel Gandolfo-Genzano, punto di riferimento per associazioni varie operative nei due centri dei Castelli Romani per le riflessioni legate alle tematiche dell’enciclica. Varie le loro esperienze di coinvolgimento delle persone: attorno al tema dello scarto, col progetto “Adotta un sentiero” del loro Parco naturale, come pure presentazioni di libri e iniziative di “spesa etica”. All’attivo e in cantiere anche una “marcia sul clima” dopo Cop24, la Conferenza sui problemi climatici dell’Onu svolta in Polonia, iniziative in simbiosi con l’Università Gregoriana, collaborazione con la Polizia e altro.

Marina e Diego, venuti insieme a padre Ermes Ronchi, appartengono alla Casa dei sentieri e ecologia integrale del convento servita Santa Maria del Cengio che ad Isola Vicentina porta avanti le riflessioni legate alla Laudato si’ e ha voluto aderire al progetto delle Comunità lanciate da Petrini e Pompili. Anche loro si impegnano in attività di formazione e laboratori, come quelle legate all’alimentazione, basate, spiega Marina, su «studi relativi a diete meno impattanti sull’ambiente, che è poi, si è capito, ciò che fa anche meglio a noi, alla nostra salute», proponendo perciò trekking e corsi di cucina (con nutrizionista che spiega e chef che insegnano arte culinaria) orientati a una dieta vegetariana. E poi laboratori con apicoltori e contadini per bambini e famiglie, accordi con produttori agrobiologici del Veneto, la creazione nella propria sede di una apposita coop sociale.

A intervenire nel dibattito anche i rappresentanti delle Comunità del reatino: Virgilio Paolucci della Comunità sorta in seno alla cooperativa sociale onlus Loco Motiva nel centro Sant’Eusanio con i ragazzi autistici, e Luigi Russo, direttore della Riserva naturale dei Monti Navegna e Cervia, anch’essa promotrice di una Comunità che sensibilizzi gli abitanti dei comuni del territorio.

Le conclusioni – dopo che il vescovo Domenico aveva già rivolto il suo ringraziamento per congedarsi per recarsi ad amministrare le Cresime in una parrocchia – affidate a Carlin Petrini, che congeda i presenti solo con due esortazioni: prima, «la nostra dimensione è tutta particolare: non puntiamo a strutture organizzative rigide perché in quel momento cominciamo a morire, manteniamo questa leggerezza. Ma manteniamo due valori, che sono poi i valori fondativi di “Terra madre”: intelligenza affettiva, godiamo nel vivere di queste che abbiamo voluto definire appositamente “comunità”, non “comitati”, e austera anarchia, lasciando ogni singola Comunità libera di fare quello che ritiene giusto». E la seconda esortazione riguarda il progetto di Casa del futuro da edificare ad Amatrice, che dovrebbe diventare, tra le altre cose, anche il punto di riferimento delle Comunità come centro studi su queste tematiche: continuiamo, dice Petrini, a raccogliere fondi, ricordando che «poco va bene, niente è troppo poco!».

 

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