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Compagnia Sabina Tabacchi riporta la coltivazione del tabacco nella Piana Reatina

L'idea è quella di reintrodurre la coltivazione del tabacco, di specie Kentucky, nella piana reatina, così come già si faceva fino agli anni '50 nella zona di confine con l'Umbria, per la successiva produzione di sigari di foggia italica

Il progetto “Sabina Tabacchi” nasce dall’idea da Vincenzo Cardellini appassionato di “fumo lento” e presidente del locale Cigar Club ed è stato sviluppato insieme ad un gruppo di giovani imprenditori e professionisti locali con la supervisione tecnico-scientifica dell’Università di Perugia – Centro Appenninico del Terminillo “Carlo Jucci”, il patrocinio della CCIAA di Rieti ed il supporto di MST Manifattura Sigaro Toscano S.p.A. e Confartigianato Imprese.

L’idea è quella di reintrodurre la coltivazione del tabacco, di specie Kentucky, nella piana reatina, così come già si faceva fino agli anni ’50 nella zona di confine con l’Umbria, per la successiva produzione di sigari di foggia italica (comunemente detti toscani ndr).

Per ora, dopo una prima fase di studio di fattibilità e preparazione, è in corso una coltura sperimentale presso il Centro Sperimentale “Carlo Jucci” dell’Università di Perugia del diretto dal professor Marco Fornaciari Da Passano e già per il prossimo anno si prevedono ulteriori impianti di sperimentazione varietale e tutta la parte di start-up di impresa, aggregazione e prima formazione dei produttori, nonché la progettazione e realizzazione del centro di “cura” per l’essiccazione e la trasformazione del prodotto.

Il lungo lavoro di studio di fattibilità, che ha portato a coordinare i numerosi soggetti interessati al progetto, è durato molti mesi e poco prima delle ferie estive sono iniziate e sono tuttora in corso le attività di relazione e presentazione del progetto agli stackeholders istituzionali e di settore come ONT (Organizzazione Nazionale Tabacchi), Comune di Rieti, Provincia di Rieti, Regione Lazio, Ministero dell’Agricoltura oltre ad altri Comuni della pianura ed Associazioni degli agricoltori.

La prima raccolta è prevista per la fine di settembre e solo dopo la fase di essiccazione si avranno i primi responsi sulla reale qualità della produzione ottenuta che a tutt’oggi lascia comunque ben sperare.

Il settore del Sigaro, compresa anche la produzione di beni correlati, negli ultimi anni sta portando nuovi investimenti nel mondo del Tabacco, anche a fronte della liberalizzazione della produzione prima prerogativa del Monopolio di Stato e la necessità di materie prime nazionali e locali “di terroire” di alta qualità stanno rivitalizzando anche il settore agricolo.

La Compagnia Sabina Tabacchi punta a realizzare in futuro una filiera del tabacco nella pianura di Rieti, dalla coltivazione alla cura/essiccazione, per la successiva manifattura di prodotti di nicchia di alta qualità, biologici, come attualmente il mercato del fumo lento sempre di più richiede.

I mercati internazionali iniziano ad avere sempre più attenzione per i sigari di tabacco Kentucky a foggia italica in alternativa ai classici “Cubani”, trainati dalla tradizione del “Made in Italy” oltre alla fama enogastronomica del nostro paese. Un mercato, quello internazionale, di alta gamma che potrebbe pertanto portare ulteriore valore aggiunto ad una produzione come quella ipotizzata ed in fase di studio.

Attualmente l’Azienda Compagnia Sabina Tabacchi, in fase di costituzione, è rappresentata dalla Kirk Maynard LLC, Società di consulenza e sviluppo d’impresa, ed è supportata da Confartigianato Imprese Rieti in tutte le attività di avviamento e verifica delle diverse opportunità ed incentivi utili allo scopo.

Foto: Riccardo Fabi

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