Si chiude la Valle del Primo Presepe, il vescovo Domenico: con il cuore e la testa alla prossima edizione

«Siamo già con il cuore e con la testa all’edizione 2018 / 2019». Così mons Domenico Pompili ha salutato quanti sono intervenuti alla premiazione del contest di arte presepiale compreso tra le iniziative della Valle del Primo Presepe.

Un percorso concluso il 6 gennaio che ha visto distribuite tra Greccio e Rieti eventi ed esposizioni intrecciate al tema della rappresentazione della natività che san Francesco “inventò” a Greccio nel 1223.

«L’abbiamo chiamata edizione “zero” e chi ha partecipato a questo progetto – che ha una valenza innanzitutto spirituale e culturale – voleva sperimentarsi attorno a una idea che mi pare sia risultata ampiamente condivisa: che il presepe di Greccio è la cifra spirituale del nostro territorio», ha sottolineato il vescovo.

Una prova confortante della bontà dell’intuizione, del resto, si è vista nel fatto che mai come quest’anno, «da Cantalice aBorbona» si è verificato tutto un fiorire di iniziative intrecciate al tema. «Si tratta di metterle a sistema – ha detto don Domenico – perché questo è il nostro deficit: siamo un territorio piccolo e molte volte frazionato. Si tratta invece di fare sistema, ma per una motivazione innanzitutto culturale e spirituale, quella che dà al nostro territorio una identità».

«Nel periodo di Natale, tutti fanno riferimento al presepe: noi dobbiamo avere la forza di inserirci con la nostra caratteristica, che è unica e irripetibile. Quest’anno abbiamo posto semplicemente le basi di un lavoro che deve progressivamente crescere, soprattutto nel coinvolgimento. La presenza dei giovani delle scuole, da questo punto di vista è stata sintomatica di quella che può essere la strada da percorrere insieme ai diversi territori».

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