Chiese-Ue: incontro tra presidenza slovacca e delegazione ecumenica. Focus su famiglia, migrazioni e Brexit

Una delegazione ecumenica delle Chiese in Europa ha incontrato ieri a Bratislava Ivan Korčok, ministro per gli affari europei del governo slovacco, che dal 1° luglio ha la presidenza del Consiglio dell’Ue. La notizia di questo incontro, divenuto consuetudine a ogni cambio di presidenza, è stata diffusa oggi in una nota congiunta della Commissione degli episcopati europei (Comece) e della Conferenza delle Chiese europee (Cec) che elenca i temi del colloquio: “lo stato dell’Ue” nel dopo-Brexit, la perdurante crisi dei rifugiati e dei migranti, compresa la riforma del regolamento di Dublino, le politiche per lo sviluppo e la pace, i sostegni alle famiglie “per quanto è di competenza dell’Ue”. Il ministro Korčok ha dichiarato apprezzamento per gli “sforzi delle Chiese nella sfera pubblica e la loro ricerca di soluzioni a beneficio di tutta la società europea” e ha detto: “Molte delle difficoltà che l’Ue oggi deve affrontare non sono il risultato del fallimento del progetto comune”. “Nel dialogo è stato possibile esprimere il nostro convincimento che la cura per le famiglie dovrebbe diventare una delle principali priorità dell’Ue”, ha sottolineato il vescovo ausiliare di Bratislava, mons. Jozef Haľko, dopo l’incontro, mentre Heikki Huttunen, segretario generale Cec, si è detto incoraggiato dal “convinto messaggio europeista dalla presidenza slovacca”: le differenze di opinioni tra i governi Ue sono “da discutere, non da esasperare o drammatizzare”.

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