Mi chiamo Filippa

Un libro scritto da una religiosa francescana si propone di condividere con le nuove generazioni il fascino di Santa Filippa Mareri. Non solo agiografia, ma testimonianza di una vita religiosa, dalla quale è germinato e continua a germinare un vero futuro di speranza.

Da poco più di due mesi è uscito in libreria il volume di Giulia Maurizi, Mi chiamo Filippa, Città del Sole, Reggio Calabria 2015, 80 pp., € 8,00.

La religiosa francescana, appartenente all’Istituto di Santa Filippa Mareri, raccoglie, in questo volume, la conoscenza da lei maturata della propria fondatrice, animata dal desiderio di condividere, con le nuove generazioni, il fascino che santa Filippa ha suscitato nel suo cuore. Nell’anno dedicato da papa Francesco alla vita consacrata, suor Giulia ci propone, attraverso una agiografia, la testimonianza di una vita religiosa, dalla quale è germinato e continua a germinare un vero futuro di speranza. Con uno stile ed un linguaggio semplice, la suora francescana ci consegna delle pagine veramente preziose, che ci offrono il piacere della loro lettura, incuriosendoci e facendo scaturire in noi domande davvero importanti, legate al valore e al senso che stiamo attribuendo alla nostra esistenza.

L’Autrice invita il lettore a compiere un salto indietro di circa otto secoli, per immergersi in una vera storia d’amore, come ne esistono pochissime ai tempi di oggi, spalancando, così, la finestra del proprio cuore all’incontro con quell’amore tanto atteso e, a volte, mai trovato perché sepolto dalle ansie di un mondo che si mostra sempre più veloce e distratto.

Mi chiamo Filippa è un libro del desiderio, in quanto fa nascere nell’animo di colui che lo legge il gusto per un mondo diverso, fatto di amore e povertà, sacrificio e dignità, amicizia e solidarietà, e legato a valori più preziosi della ricchezza materiale. Non solo. Nella storia di santa Filippa, narrata da suor Giulia, vi è anche un tentativo di comprendere la vitalità di una vita consacrata, che è tutt’altro che statica ed inerme. Essa vive della tensione tra la mistica e la missione, la fede e la storia, la libertà e l’altruismo, la vita e la risurrezione, nonché della passione per Dio e della compassione per l’essere umano.

Mi chiamo Filippa è un libro che stranamente “ti legge dentro”, in quanto riga dopo riga, ti aiuta a comprendere come sei fatto, quali sono i tuoi limiti, quali rischi sei disposto a correre per amore, quali pesi dovresti abbandonare per sentirti più libero di accogliere l’altro nei suoi bisogni. È un libro in cui un cuore parla ad un altro cuore, invitandolo a compiere quell’esodo da se stesso per salire, in maniera avvincente, il monte della vera trasfigurazione o per entrare, con fedeltà e fiducia, nella stanza più intima e recondita della sua interiorità e scoprire le meraviglie che Dio vuole compiere con lui.

In questo anno papa Francesco ha invitato i consacrati a svegliare il mondo, illuminandolo con una testimonianza profetica e controcorrente, fatta di gioia, coraggio e comunione. Mi chiamo Filippa potrebbe essere un libro da gustare e meditare, uno strumento da usare per avviare un confronto all’interno degli istituti di vita consacrata e anche delle comunità parrocchiali su quello che potrebbe essere una rifondazione della vita cristiana. La storia di santa Filippa , infatti, non è antiquata, né sorpassata, ma sempre attuale, perché, come scrive l’Autrice , nonostante il trascorrere del tempo, l’uomo non potrà mai fare a meno di amare e sentirsi amato, di donare e di sperare.

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