Televisione

Chiamatemi Holmes, Enola Holmes

“Enola Holmes” è un film diretto da Harry Bradbeer che prende le mosse dai romanzi per ragazzi di Nancy Springer: un racconto di formazione con sfumature attuali

Non solo Sherlock. Quest’estate nella rubrica “Dentro la Tv” ci siamo occupati di “Sherlock”, serie della BBC ideata da Steven Moffat e Mark Gatiss, attualizzazione nella Londra odierna dei racconti di Arthur Conan Doyle, serie che nel 2020 festeggia il decennale dalla prima messa in onda. Ora su Netflix, dal 23 settembre, troviamo un’importante novità sempre in casa Holmes. Si chiama “Enola Holmes” ed è un film diretto da Harry Bradbeer che prende le mosse dai romanzi per ragazzi di Nancy Springer: l’opera è l’adattamento del primo racconto, “Il caso del marchese scomparso”, e in totale si contano sei romanzi pubblicati tra 2006-2010. A interpretarlo e produrlo è la giovane stella britannica Millie Bobby Brown, lanciata dalla serie tv “Stranger Things”. Nel cast figurano altri importanti interpreti inglese come Helena Bonham Carter, Henry Cavill, Sam Claflin e Fiona Shaw. “Enola Holmes” è un film che funziona bene per preadolescenti e adolescenti, ma anche per adulti; un prodotto godibile dai non pochi risvolti di senso a livello tematico sul ruolo della donna nella società di ieri e di oggi.

Occhio al mistero. Londra vittoriana, Enola, terzogenita di famiglia Holmes dopo Mycroft e Sherlock, è stata cresciuta con spirito di indipendenza dalla madre Eudoria, attivista per diritti delle donne. Enola è arguta, perspicace e sprezzante del pericolo; l’improvvisa scomparsa della madre e l’incontro con il giovane visconte Tewkesbury la spingono a seguire le orme del fratello Sherlock, gettandosi in una girandola di misteri e pericoli.

Pros&Cons. La genialità narrativa di “Sherlock” non si batte – come pure l’interpretazione di Benedict Cumberbatch –, questo è chiaro. “Enola Holmes”, però, si afferma nel panorama audiovisivo ispirato al mondo di Arthur Conan Doyle con una carica di novità e freschezza. Non è semplicemente una rilettura al femminile dell’investigatore Sherlock Holmes, bensì è un racconto di formazione di una giovane adolescente che si affaccia all’età adulta infrangendo i rigidi steccati sociali tra uomini e donne. Lezione che vale anche per l’oggi. Nel film troviamo richiami al femminismo del tempo, l’attivismo politico delle Suffragette e la battaglia per il diritto di voto (il suffragio femminile in Inghilterra arriverà solamente nel 1928), ma anche una formazione culturale che punta alla parità e all’indipendenza della donna. Enola è stata educata dalla madre a essere dotta, libera e curiosa nei confronti della vita, rifiutando di essere relegata semplicemente a indossare un corsetto. Caparbia e arguta come il fratello Sherlock, Enola si batte per l’affermazione della verità e della giustizia, sgomitando per le stesse opportunità e la considerazione che gode il fratello. Nell’insieme il film è davvero un ottimo prodotto, coinvolgente e gustoso, dove si rintracciano richiami anche a un cinema avventuroso come “I Goonies” o “Indiana Jones”. Da vedere in famiglia!

dal Sir

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