Carro sabino a Copenaghen, Basilicata: «si è aperto uno spiraglio di luce»

In merito alla vicenda dell’antico carro sabino esposto nel Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, di cui si è recentemente occupato il giornalista Dulio Giammaria nella sua trasmissione “Petrolio” andata in onda su Raiuno il 6 aprile scorso, l’Amministrazione comunale di Fara in Sabina dichiara quanto segue:

«Tra Roma e Copenaghen si è aperto uno spiraglio di luce. La disponibilità danese di restituire il carro sabino all’Italia riapre una questione che ci riguarda da vicino, riaccendendo la speranza su quello che potremmo definire un ricongiungimento famigliare archeologico. In caso di esito positivo, siamo sicuri che nessuno vorrà commettere l’errore di decontestualizzare una seconda volta il carro d’oro. Per questo, siamo in contatto con la Soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio affinché il nostro museo possa essere considerato il candidato naturale per custodirlo ed esporlo». È quanto dichiara il sindaco Davide Basilicata.

L’assessore Antonino La Torre aggiunge: «Nel 2012 mi ero già attivato attraverso canali istituzionali per capire se ci fossero delle possibilità per il rimpatrio ma l’esito fu negativo. Il percorso era molto complesso ed investiva direttamente gli organi dello Stato, come il ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo ed il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale. In qualche modo, il servizio televisivo di “Petrolio” riapre la questione in cui ci sentiamo coinvolti. Le porte del museo civico possono considerarsi già aperte ma ci sono alcuni dettagli da chiarire. In questo caso, l’amministrazione comunale non può fare molto perché il reperto non è stato trafugato da una nostra struttura bensì dal sito che si trova nel territorio di Montelibretti, tramite uno scavo clandestino. Inoltre, è risaputo che i beni archeologici appartengono allo Stato, non ai Comuni dove vengono rinvenuti né ai proprietari dei terreni. Quindi è il ministero il titolare di questa partita che si gioca sul filo della diplomazia. Ovviamente noi abbiamo tutto l’interesse ad inserirci, e bene, nella trattativa, visto che nel museo di Fara in Sabina sono custoditi ed esposti gli altri corredi funerari della necropoli sabina di Colle del Forno. Ora il governo deve cogliere al volo il nuovo input per proseguire questa battaglia».

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