Card. Martini: per Acli, Mcl e Aiart fu uomo di “comunicazione” e “dialogo”

“Il card. Martini è stato il padre spirituale di un’intera generazione di cattolici, che hanno visto in lui il rigore della fede vissuta secondo il Vangelo e l’amore per il prossimo che accoglie, abbraccia, perdona”. Così il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, commenta la notizia della morte del card. Martini. “Lo ricorderemo – continua Olivero – come uomo di dialogo, con i fratelli non credenti e di altre fedi (la sua “Cattedra dei non credenti” rimane una pietra miliare della Chiesa del Concilio) e con le Chiese e confessioni cristiane. Ma, ancor più, come maestro esigente ed insieme generoso per tutti i cristiani impegnati nel mondo”. Un richiamo al Concilio arriva anche dal Movimento cristiano lavoratori di Milano, che definisce Martini uno dei “protagonisti del novecento”. “Martini – spiegano dal Mcl di Milano – è stato la voce di un cattolicesimo aperto al rinnovamento conciliare. Ha rappresentato una Chiesa in dialogo, che ha affascinato i fratelli più lontani. Non a caso, in uno dei momenti più difficili della storia repubblicana, proprio a lui i terroristi consegnarono le loro armi”. L’associazione di telespettatori cattolici Aiart sottolinea, invece, il suo essere “un grande uomo di comunicazione”. “Un porporato – scrivono – che sapeva parlare al cuore delle persone”, “un uomo di grande cultura ma che cercava di spiegare Dio con parole alla portata di tutti”.

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