Camminare insieme: pellegrinaggio dei giovani reatini San Pietro

Il pellegrinaggio dei giovani del 25 ottobre a San Pietro: esperienza di fede nel segno della prossimità e dell’accoglienza.

Il gruppo di 54 persone, tra i quali una decina di adulti accompagnatori, ha saputo ben interpretare lo spirito e il senso del pellegrinaggio diocesano indicato da mons. Pompili nella sua riflessione pubblicata su «Frontiera» proprio sul valore del pellegrinaggio: “Vivere un vero pellegrinaggio con altri, implica percorrere un piano spirituale che rompe il muro della propria intimità, supera i confini del proprio mondo interiore e si fa dono all’altro come presenza fedele e vicina, capace di esprimere prossimità e preoccupazione (…) La comunione vera si costruisce così, camminando insieme, non per appuntamento, non per corrispondenza. Stando gli uni accanto agli altri”.

I pellegrini, accompagnati da don Zdenek Kopriva, partiti al mattino presto di domenica 25 ottobre e dopo aver recitato insieme le Lodi mattutine, sono arrivati puntuali davanti all’entrata dei musei vaticani, per iniziare la visita di uno dei posti più ricchi al mondo per reperti e testimonianze culturali. La bellezza della sala degli arazzi e di quella delle carte geografiche, hanno preparato l’animo alla visita della Cappella Sistina, un’esperienza quasi “traumatica” per bellezza e grandiosità, nella quale tutti hanno colto con un unico sguardo meravigliato la storia della salvezza.

Tutti insieme si sono ritrovati per l’Angelus a piazza san Pietro insieme a Papa Francesco e ancora tutti insieme hanno recitato una partecipata preghiera diretta ai giovani, davanti al sepolcro dove riposa san Giovanni Paolo II, scritta proprio dal santo Papa. Insieme hanno visitato la tomba dei Papi esprimendo apprezzamento e affetto per il loro operato, soprattutto per quelli che sono più vicini a noi nella memoria e nella storia. Insieme hanno celebrato l’Eucarestia concelebrata da don Zdenek Kopriva. Insieme hanno camminato cercando il Signore uno accanto all’altro, cercandolo l’uno nell’altro, “non per corrispondenza” ma nel vivere e curare la prossimità.

L’esperienza, a carattere diocesano, ha permesso di far incontrare espressioni diverse della realtà ecclesiale reatina, realizzando così, con semplicità e convinzione, un concreto momento di comunione e una significativa vicinanza reciproca. Al termine, giunti alle porte di Rieti, un sincero ringraziamento è stato rivolto al Signore per il dono della Comunione.

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