Dal Calcagnadoro a palazzo Venezia: l’opera del reatino Gabriele Pescetelli alla Biennale Nazionale dei Licei Artistici

Un’opera di Gabriele Pescetelli, allievo dell’indirizzo Arti Figurative Liceo Artistico Calcagnadoro di Rieti diplomato lo scorso anno, ha superato le ferree selezioni per la I Biennale Nazionale dei Licei Artistici. Alla competizione hanno concorso oltre 500 lavori di studenti di scuole italiane.

Dal 15 dicembre, per un mese, il suo dipinto-scultura figurerà in una prestigiosa mostra di 100 lavori di studenti di Licei Artistici italiani, ma anche di Barcellona, Londra, Parigi, Pechino, Seul e Tartu (Estonia). L’esposizione avrà luogo in uno dei musei nazionali storici e più belli di Roma, quello di Palazzo Venezia.

Il tema del bando di concorso “Arte in cattedra”, proposto dal Ministero dell’Istruzione, non era facile. Il soggetto era il Gioco, ma inquadrato nella frase di Friedrich Schiller: «l’uomo è completamente uomo solo quando gioca».

Pescetelli ha ideato una scultura baricefala che si avvale di tecniche pittoriche giocando sul gioco associativo di immagini e titolo. Il lavoro ha preso il titolo di Ludoteca del pensiero. L’ambiguità del suo significato è enfatizzato dal copricapo rosso, panneggiato, che rimanda al famoso Ritratto di uomo col turbante rosso di Van Eyck (1433, National Gallery Londra) e che si trasforma in vistoso elemento tridimensionale.

Il dipinto del pittore fiammingo è tra i suoi più noti capolavori, e suscita curiosità per le delle dimensioni piccolissime; nella versione di Pescetelli l’opera assume caratteri più costruttivi e di gioco: l’anima in ferro che la sorregge modifica in modo plastico la visione del cappello-cappuccio, che allora si chiamava chaperon ed era un segno di status sociale.

L’interpretazione del giovane studente allude alla plasticità del pensiero creativo. Questo non può essere relegato al solo punto di vista frontale, ma è dominante e incombente sulla fisiognomica del volto del personaggio.

La base che sorregge questa scenografica scultura-pittura è di legno: un richiamo alla terra, alle radici. Su di essa si inserisce una chiave a farfalla in ottone: per aprire la mente alla visionarietà bisogna mettersi in gioco e darsi una carica. Un oggetto materico, dunque, irrompe nella composizione più tradizionale e classica, composta per velature come vuole la tecnica degli antichi maestri. La chiave stabilisce un elemento spiritoso di facile lettura anche per l’osservatore meno allenato.

Infine, l’opera sorprende ancora una volta per la doppia visione di recto/verso. Sul retro del ritratto infatti c’è disegnato un uomo nudo, spoglio di tutte le convenzioni, che non tocca più terra con i suoi piedi poiché è pronto a staccarsi e librarsi nel mondo della fantasia, del gioco e dell’eccentrico. Tra le tante coperture istituzionali, la mostra a Palazzo Venezia ha ottenuto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica e il Patronato del Parlamento Europeo.

Gabriele Pescetelli e una delegazione di studenti dell’Artistico, accompagnati dalla Prof.ssa Valletta, docente dell’indirizzo, e dalla Preside Santarelli dell’IIS Varrone, saranno presenti il prossimo 15 dicembre alla cerimonia.

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