Brexit: tra follia e violenza

“Il mio nome è morte ai traditori, gran Bretagna libera”. Con questa dichiarazione delirante rilasciata in tribunale l’assassino della deputata europeista inglese Jo Cox conferma di essere un folle. Thomas “Tommy” Mair, 52 anni, dopo questa “presentazione” sarà sottoposto a perizia psichiatrica. Ma al di là della vicenda processuale i tragici fatti di giovedì scorso sono il segnale di una situazione tutt’altro che semplice.

Episodi come questo nascono sempre in un terreno di coltura, ne rappresentano il parossismo in un certo senso. Non a caso Mair è stato preso a modello da alcuni estremisti di destra, una sorta di violento martire sull’altare del nazionalismo. È cristallino infatti che dietro all’antieuropeismo duro e puro ci siano pulsioni nazionalistiche, se non addirittura neofasciste. Chiaramente non ci riferiamo alle posizioni dell’ex sindaco di Londra Boris Johnson o degli altri moderati inglesi.

Alla base di tutto c’è la violenza, mentale prima ancora che fisica. Non imitate il marmo, uomini. Queste parole di Eugenio Montale, tratte dal Diario del ’71 e del ’72, denunciano la rigidità sulla quale si fonda l’atteggiamento violento riscontrabile in certe posizioni politiche. È giusto avere certezze e idee chiare. Resta però semplicemente impossibile barricarsi dietro presunti ideali granitici senza considerare le ragioni altrui e la complessità del mondo contemporaneo.

Una soluzione ce la da il poeta ligure nei versi successivi: modellatevi sulla crusca,/sui capelli del vento, sulla raspa/delle cicale. Le immagini vitali e dinamiche esprimono la necessità di adattarsi all’onda del cambiamento, capire che non si possiede la verità e non si possono avere modelli inscalfibili. La capacità di affrontare le difficoltà dei mutamenti attuali (dall’immigrazione alla crisi economica, dal riscaldamento globale al terrorismo) non sta nel difendere a tutti i costi le posizioni. Bisogna tutelare la propria identità accettando l’altro, restare liberi proteggendo la libertà comune e non attaccando quelli che ci sembrano nemici assoluti.

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